Nato a Napoli alla fine degli anni sessanta.Inizia la sua carriera giornalistica a metà degli anni novanta presso il quotidiano sportivo di breve durata Campania Sport e poi diventa redattore alla Verità di Napoli-Napoli più, dove si occupa delle pagine dedicate al Napoli ed anche dell'impaginazione delle altre sportive. Ma la sua passione resta il calcio. Negli anni successivi collabora, come redattore, al Corriere del Pallone e negli anni recenti a vari siti web Per sempre Napoli, 87 tv e successivamente ilcuoreazzurro.it
L'agognata vittoria terapeutica a tre giorni dall'epocale sfida con il Milan non è stata centrata. Non ha pagato l'iperprudente e ragionato turn over di Spalletti, che ha tolto fantasia e brillantezza al suo Napoli. Dall'altra parte, si è erto un Verona molto concentrato, quasi commovente, che non ha accusato una sola sbavatura difensiva ed ha addirittura sfiorato il clamoroso colpo da tre punti. Anche il forcing finale del gruppo Spalletti con le prime donne gettate con disperazione nella mischia ha prodotto troppo poco, appena una clamorosa traversa. Il Napoli è stato troppo inoffensivo, Montipò ha toccato palla di rado. Ed ora incombono due partite da brividi per un gruppo che è lontano dalla forma migliore. Se ci sia o meno da preoccuparsi questo è ora il il dilemma amletico.
Se nel calcio esiste la fortuna, ed è una componente fondamentale di ogni partita a volte finanche beffarda, in questo Milan-Napoli quarto di Champions, la buona sorte è stata tutta colorata di rossonero. Al Napoli non poteva andar peggio di quanto sia andata, al di là di qualche errore singolo o collettivo. Certo, il risultato finale 1-0 è del tutto recuperabile. Ma i conti con la mala sorte sono strazianti. Senza di essi sarebbe stata tutta un'altra storia. Statene certi.
Innanzitutto si parte da lontano....
Il Napoli galoppa veloce. Velocissimo. E’ un Napoli stellare. Mai visto. Forse, mai così bello nella storia. Sebbene paragonare squadre di epoche diverse sia sempre un po’ frivolo, questo però è spettacolo allo stato puro.
Sono certezze non illusioni. I numeri come conferme. Lo spettacolo esilarante......
Il Napoli spavaldo e vincente di poche settimane fa sembra già un ricordo lontano. Appena un punto nelle ultime tre partite (A Reggio Emilia era in vantaggio di due reti e ha subìto una inconcepibile rimonta), e due sconfitte casalinghe di fila in casa sono il termometro di una squadra gravemente debilitata. Esangue. Ma soprattutto lo specchio di una rosa ridotta ai minimi termini dal susseguirsi di infortuni. Tutti molto simili. Di natura muscolare.
Un ripetersi di nefasti eventi a un anno di distanza. Di questi tempi, settimana più o settimana meno, il Napoli di Gattuso cominciava a perder pezzi, i muscoli dei giocatori facevano crac. In molti puntarono il dito contro l’ex allenatore e la sua equipe, colpevoli giammai di una preparazione atletica errata......
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