Nato a Napoli alla fine degli anni sessanta.Inizia la sua carriera giornalistica a metà degli anni novanta presso il quotidiano sportivo di breve durata Campania Sport e poi diventa redattore alla Verità di Napoli-Napoli più, dove si occupa delle pagine dedicate al Napoli ed anche dell'impaginazione delle altre sportive. Ma la sua passione resta il calcio. Negli anni successivi collabora, come redattore, al Corriere del Pallone e negli anni recenti a vari siti web Per sempre Napoli, 87 tv e successivamente ilcuoreazzurro.it
Quasi una consuetudine. Un orgasmo abitudinario dalle parti di Fuorigrotta. Battere la Juve con regolare puntualità e chi ce lo toglie più questo sfizio.
Stavolta nonostante ci abbia provato a farsi sbatter fuori da quella competizione rognosa e ingombrante, Antonio conte non ce l'ha fatta. Anzi alla fine ce l'ha fatta a passare il turno, ma l'avvio faceva pensare al ricorrente flop. Al solito snobismo di una competizione che invece vale tanto. Vallo a farglielo capire.
I campioni d'Italia sono la squadra di Antonio Conte. Loro in carica. Loro difenderanno il titolo con i denti. Con lo spirito pugnace e la mentalità messe in campo all'Olimpico.
Due notizie di quelle che ti cambiano il corso di un week end, magari di una stagione, il resto è tutta pura gioia.
La capolista se ne va. Ma stavolta non in fuga, ma in crollo verticale di classifica e di gioco soprattutto.
Nulla da fare. La classifica Champions non migliora. Anzi. Il cammino si fa sempre più in salita. Ma è un dato che preoccupa anche di più.
Brutto come non mai. Senz'anima, nè gioco. Coraggio ed attributi dimenticati forse nel guardaroba della festa di Halloween. Le mostruose maschere e make up inscenati dagli azzurri per brindare all'1 novembre hanno fatto paura solo a se stessi e ai delusi tifosi, non certo ai ragazzi di Fabregas.
Se dici 3 a 1. Ci credo o no. Sarà vero. Ma per l'Inter forse. Macchè, i Bauscia sono quelli che li hanno presi quei tre. E che gol.
Ormai lo possiamo definire solo in un modo bizzarro ma proprio: quello che sta maturando nelle ultime settimane, e che soprattutto ha giocato a Torino contro i granata (0 a 1), non è il vero Napoli.
L'assalto finale di cuore, ma anche testa e piedi buoni non è bastato al Napoli per rimediare allo scatafascio difensivo del primo tempo.
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