Mercoledì, 07 Gennaio 2026 18:25

Il Napoli si mangia le mani e sbaglia di testa e coi piedi. Una serata da dimenticare.

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 Davanti ala Supercoppa esposta in bella mostra al Maradona, i ragazzi di Conte potevano, dovevano, fare di più. 

Dopo un primo tempo da sbornia dell'epifania, in cui gli azzurri concedono un doppio vantaggio all'ottimo Verona di Zanetti, riescono a recuperare terreno nel secondo, ma non vanno oltre un pari. Due gol annullati (un fallo di mano ed un fuorigioco evidenti) e l'assalto all'arma bianca nella ripresa, prima con ordine poi con cuore, agonismo ed anche disperazione non bastano a giustificare un punticino che in fondo non serve a nessuna delle duellanti. Il Napoli non accorcia sulle milanesi, e i veneti restano fanalino di coda.

Interrotta la serie di quattro vittorie di fila, in attesa della supersfida di Milano di domenica sera, che ora vede l'Inter con una ghiotta occasione di fuga. A condannare il gruppo conte è stato un primo tempo non pervenuto, fiacco e disordinato. Non incassavano due gol in campionato dall'infausta trasferta di Milano. La fatica di questo calendario estenuante per una rosa ristrettissima e con pochi cambi è stato fatale per il tecnico leccese. In realtà, Conte ha proposto tre nuovi innesti, Buongiorno-autore del fallo di mani-, Gutierrez-piuttosto imballato e Lang, l'olandese ancora ha volta non ha convinto del tutto, nonostante qualche giocata interessante, ma non riesce ad essere decisivo, a spostare gli equilibri. 

Nei secondi 45' a sprazzi si è ammirato un Napoli pugnace, intraprendente, col Verona che si è rintanato ma ha poi punto con Giovane nel finale. Avesse giocato da subito come nel finale si commenterebbe forse un'altra partita, ma i rimpianti aumentano le amarezze. Il grande limite di questo Napoli, che comunque era reduce da un filotto esaltante e dalla vittoria in Arabia, è l'interminabile e lesiva successione di infortuni. Mentre dal mercato non è ancora arrivato nessuno e questo è un grave condizionamento. 

Il Napoli si sveglia troppo tardi- Rimontare due reti, farne tre ad un Verona molto organizzato, incisivo in attacco e non generoso di spazi nella fase difensiva, era un'impresa molto difficile. Poteva pure andar peggio, anche se il bicchiere è mezzo vuoto. 

Comincia in salita per gli azzurri con il Verona che gela uno stadio già infreddolito da un paio di giorni plumbei e piovosi: la difesa è sbadata, Frese è dimenticato da tutti e su un cross millimetrico fa una mossa da illusionista e di tacco fredda Milinkovic. Tutta l'azione è stata molto bella e sciolta, così come inattesa. 

Ma non è finita, l'incubo si protrae. Buongiorno la prende di mano, dannazione, e Orban trasforma un rigore perfetto, basso, forte ed angolato. Freddo siberiano in casa Napoli dopo neppure mezzora sotto di due gol col fanalino di coda del campionato. Al riposo con un risultato choc. La reazione degli azzurri c'è pure stata in qualche sporadico acuto, ma è stato un farfugliare calcio.

Secondo tempo avanti con disperazione e Mc Tominay accorcia di testa su uscita a vuoto di Montipò. A segno lo scozzese dopo due mesi e mezzo di digiuno. Spinazzola entra e si rivela ancora una volta uno dei migliori. Ma il pareggio arriva. Hojlund sgomita in area e si fa giustizia da solo, 2 a 2. Ma il Var fa controgiustizia ed annulla per fallo di mano. Lucca per Lang, ancora in chiaroscuro l'olandese. Altra rete annullata per off side. Poi finalmente su traversone del subentrato Marianucci sostituzione di Emas che aveva destato stupore, Di Lorenzo ci mette lo zampone (senza lenticchie) e pareggia in poma magna. 

Ma gli ospiti con Giovane sfiorano dipochi centimetri il colpaccio. Vani gli ultimi affondi del Napoli. E' due pari, e la lotta scudetto vede una brusca e indecifrabile frenata a favore delle milanesi. 

Se giocano sempre gli stessi...- I tre innesti di Conte non hanno convinto. C'è voluto il solito Spinazzola ed un sorprendente Marianucci per limitare i danni. Sarà un gennaio di fuoco, con una gara ogni tre giorni e gli uomini sempre contati, sicchè per rivedere Anguissa, Gilmour e forse Lukaku bisognerà aspettare fine mese. Anche di più per avere Big Rom in forma accettabile. LìInter ha già una rosa più forte di quella del Napoli, ma la differenza non sarebbe abissale, se l'infermeria azzurra fosse vuota. Oggi il vantaggio del gruppo chivu è che stanno, quasi, tutti bene.

Il mercato non si muove ancora, ritardo fatale- Il Napoli per acquistarne uno deve venderne altrettanto. Limitazione per ragioni di bilancio. Incomprensibile però come l'Inter strozzata dai debiti negli anni passati abbia potuto operare senza penalità. Stranezze di casa nostra. In ogni caso, Manna e la società avrebbero dovuto muoversi in anticipo. Definire qualche operazione a dicembre e chiuderla subito, ora, ai primi di gennaio. Serviva un centrocampista e magari una punta per il non convincente Lucca. A fine mese ci saranno i rientri, ingaggiare allora potrebbe quasi avere l'amaro sapore della inutilità, anche se i giocatori di qualità sempre sempre benvenuti. Ma con lo spegnersi del primo mese del nuovo anno, il Napoli rischia di esser fuori dalla Champions e troppo lontano dalla prima. Ecco perchè ad oggi bisognava già aver messo a segno qualche colpo, prima che sia troppo tardi. Gennaio era ed è ancora il mese cruciale per la stagione.  

(foto fonte DerbyDerbyDerby).

 

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Enzo Famiglietti

Nato a Napoli alla fine degli anni sessanta.Inizia la sua carriera giornalistica a metà degli anni novanta presso il quotidiano sportivo di breve durata Campania Sport e poi diventa redattore alla Verità di Napoli-Napoli più, dove si occupa delle pagine dedicate al Napoli ed anche dell'impaginazione delle altre sportive. Ma la sua passione resta il calcio. Negli anni successivi collabora, come redattore, al Corriere del Pallone e negli anni recenti a vari siti web Per sempre Napoli, 87 tv e successivamente ilcuoreazzurro.it

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