Nessuna scoria da festività e l'effetto panettone è solo un lontano ricordo. Inchiniamoci alla terza vittoria consecutiva per 2 a zero, inclusa la finale di Supercoppa. Conte ha ritrovato la migliore solidità difensiva, nonostante la recente predilezione per il maturo Juan Jesus a discapito del predestinato e consacrato Buongiorno. All'Olimpico sono andati a segno due di quelli che meno ti aspettavi, Spinazzola e Rrahmani, nel giorno in cui i tre davanti non hanno brillato e c'è stato un preoccupante infortunio di Neres. Il terzo successo di fila con due gol all'attivo e nessuno subìto è un forte segnale di crescita, di ritrovato equilibrio, di consacrazione di un modus operandi, di una mentalità vincente, a dispetto di una rosa molto ristretta per gli infortuni. E a proposito di tali, Neres è stato costretto a lasciare il campo per uno scontro di gioco. A prima vista, quale preoccupazione c'è eccome, non si è trattato di infortunio muscolare, ma con gli uomini contati la causa scatenante non è oggi il problema principale.
Dunque due gol per un Napoli in versione nuovi goleador della domenica. E anche questo dimostra che la squadra ha ordine e logica. Non grava solo sulle spalle degli attaccanti, e quando questi tirano un po' il fiato e sono sotto tono, c'è chi pensa per loro e segna per loro.
La risposta al Milan, in attesa dell'Inter, è di quelle roboanti. Il gruppo Conte ha alzato voce e ritmo. In attesa di Inter-Bologna e a seguire le prove non eccellenti di Roma e Juve. Questo Napoli ha tutte le qualità per giocarsela con le milanesi, aspettando il mercato e soprattutto dei rientri eccellenti, con l'incombere ora di un tour de force da brividi. Una partita ogni tre giorni.
Supremazia assoluta, la Lazio non ha mai fatto paura- Il Napoli passa in avvio: Di Lorenzo recupera palla, la serve a Politano, cross magistrale, difesa della Lazio spiazzata e Spinazzola batte al volo Provedel. Avvio con il botto (quello legale). Poi arriva il bis: punizione dal limite, inzuccata decisiva di Rrahmani. Un attimo di suspance col controllo Var, ma rete regolare. Secco 2 a 0 alla mezzora. E partita già chiusa. Lazio imbambolata. Elmas centra la traversa ancora di testa.
Della temibile reazione del gruppo Sarri, nel secondo tempo, non c'è traccia, se non una traversa nelle ultime battute. Anzi è il Napoli a sfiorare il terzo centro, nonostante i ragazzi di Conte siano entrati in modalità controllo gara con inevitabile abbassamento del ritmo.
Purtroppo Neres esce zoppicando e non è un buon presagio per una rosa già ridotta a pochi sopravvissuti agli infortuni. La Lazio intanto resta in dieci. Poi in nove, doppia espulsione Marusic-Mazzocchi. Finale con rissa, nervosismo in campo. Ma gioia negli spogliatoi per un Napoli che si conferma degno degli ultimi meritati trofei e meritevole di plausi.
Ore tese per la diagnosi di Neres- Domani si saprà qualcosa, anzi tutto, sulle condizioni del brasiliano, pedina quantomai decisiva nelle ultime. Uscito zoppicante e malconcio, i muscoli stavolta hanno retto, ma lo scontro è stato duro ed ha lasciato il segno. A parte i malanni dovuti ad una preparazione un po' troppo spinta al di là, anche la iella ci si mette di mezzo. E con gli uomini contati, il brasiliano serve come l'olio ed il sale ad una massaia. E' importante, frattanto, che il mercato si muova bene ed in fretta, nonostante le limitazione operative. Manna datti da fare e portaci la "manna" dal cielo.
Porta inviolabile e difesa di ferro- Da quattro gare (Supercoppa e campionato) regge inviolata la porta di Milinkovic. Conte ritrova la retroguardia di ferro. Una caratteristica peculiare delle sue squadre e del Napoli dello scudetto. E un punto di forza della gloriosa trasferta in terra d'Arabia, dove gli azzurri non hanno incassato neppure un gol. Fase di protezione perfetta, all'Olimpico non si sono corsi pericoli gravi, solo un colpo di testa nel finale. Per Milinkovic una domenica di assoluto relax, in orario aperitivo avrebbe potuto godersi uno spritz, contro un attacco laziale più che evanescente.
Lo strano caso Buongiorno- Si è detto di una difesa che da parecchie gare è insuperabile. Meraviglia, ma il campo gli sta dando ragione, l'esclusione ormai quasi sistematica dell'ex granata, nazionale, per un Juan Jesus che appena un paio di anni fa sembrava sul viale del tramonto. Eppure quest'ultimo è oggi un punto di forza davanti al gigante serbo. Questa sorprendente rivoluzione gerarchica lascia perplessi, anche se i numeri ne confermano la validità. Però Buongiorno fino a poco tempo fa sembrava un intoccabile e tutti pregavano per il suo rapido rientro dopo la serie di infortuni. Il ragazzo va soggetto a molestie muscolari, forse Conte lo vuole preservare o magari non è al meglio e la società non lo dice per evitare lo strascico di polemiche. O semplicemente, è sceso di un gradino nelle gerarchie. Ma finchè si vince e non si prende gol va bene così.
(Foto fonte Italpress).