Il Napoli espugna Marassi per 3 a 2, vittoria sul filo di lana, con un tiro dagli 11 metri tutt'altro che impeccabile a tempo scaduto di Hojlund. Una partita in cui è successo di tutto. Ma il Napoli ha avuto abilità, cuore e determinazione di restare in partita, di crederci sino all'ultimo soffio. Cominciamo dagli episodi negativi. Due strafalcioni difensivi di Buongiorno, inconcepibili fino a qualche tempo fa, Mc Tominay autore di una doppietta e migliore in campo che si fa male, Juan Jesus si fa espellere con altrettanta ingenuità. Insomma, se ne sono viste di tutti i colori. Ma anche di belle. La doppietta super dello scozzese, la voglia di non mollare mai, il lancio lungo alla Milinkovic di Meret dal quale è scaturito il rigore decisivo (chi dice che solo Milinkovic la sa fare lanciare lontano), un paio di parate decisive dello stesso portiere azzurro, il sacrificio di chi non ha brillato come altre volte ma si è fatto trovare pronto nel posto giusto (Vergara).
Tutti begli ingredienti per tre punti che tengono il Napoli nella scia delle prime, poi chissamai. Le distanze sono scoraggianti, ma il tempo lungo e la palla rotonda. Sperai ora che dopo il rientro di Rrahmani, il malanno che ha messo fuori gioco lo scozzese sia cosa lieve. La maledizione infortuni non finisce mai in questa stagione da capogiro.
Una gran bella partita, emozioni a iosa. Non è mancato nulla- Nelle 25 gare ufficiali contro il Genoa, il Napoli aveva perso una sola volta. Ci sarà un motivo. Noblesse oblige. Stavolta però la vittoria è stata di un sofferto che non t'immagini.
Comincia subito in salita per il Napoli: dopo un minuto, Meret trancia Vitinha, su errore grossolano di Buongiorno, rigore e Malinowskyi fa 1 a 0. Ma il Napoli c'è, si rianima. Rasoiata di Mc Tominay, respinta dell'estremo rossoblù e Hojlund come un avvoltoio insacca, 1 a 1. Si riparte daccapo. Ma no, il bello viene dopo il tempo di un sospiro. Ancora lo scozzese, un tiro di quelli che non fan tutti da fuori area e vantaggio azzurro. che sballo!
Purtroppo non poteva mancare il rituale infortunio e difatti proprio Mc Tominay accusa dolori alla caviglia al gluteo e fa fatica a trascinare gambe e piedi.
Difatti, nella ripresa entra Giovane per Mct. Ed è ancora un disastroso Buongiorno a combinarne un'altra da choc ed imperdonabile. Come nel primo tempo, si fa rubar palla stavolta da Colombo che si invola e spiazza Meret. Alchè il grifone affila gli artigli, prende coraggio come da copione. Mentre l'assenza di Mct si avverte eccome.
Gli azzurri restano finanche in 10 per una grave ingenuità di Juan Jesus. Allora Beukema per un poco incisivo Giovane.
Ma il bellissimo deve venire, gli azzurri tengono duro e con un uomo in meno si fanno trovar pronti. Clamoroso finale, Vergara atterrato in area a tempo scaduto. Fallo non proprio evidente, ma in ogni caso giustizia è fatta dopo il rigore negato allo Stadium. Situazione al limite. L'arbitro dà il rigore. Cornet fuori tempo come Buongiorno. Calcia Hojlund. Che segna per un pelo, il tiro era stato intercettato dal portiere che però non trattiene. Tre a due e quante emozioni che non ti aspetti.
Buonanotte Buongiorno, che periodaccio- Da quattro meno meno in pagella il difensore nazionale, uno dei più forti in Italia e protagonista assoluto della retroguardia blindata dello scudetto. Da quando è rientrato, dopo l'ennesimo kappao è irriconoscibile. Non dà più sicurezza al reparto e spesso è stato autore di leggerezze, disattenzioni che contrastano col suo curriculum e con la nomea di uomo diga. Certo, gli alti e bassi capitano a tutti. Anche ai più grandi. Inspiegabile l'involuzione del ragazzo di Torino. Forse, è una possibile chiave di lettura e non una certezza, i ripetuti infortuni lo stanno condizionando un po' troppo. Gli sarà venuta la paura di rifarsi male, ed allora non gioca sereno. E' contratto, mai sciolto. Ma è solo un'ipotesi, in attesa che ritrovi se stesso. Il Napoli non può fare a meno della sua indiscutibile classe.
Il Caso di Lorenzo e quanta poca lungimiranza di mercato- Bisognava pensarci già parecchio tempo fa. Alla riserva di Giovanni di Lorenzo, immarcescibile, sempre presente all'appello ormai da anni, mai un acciacco o un decimo di febbre. Ma gli anni passano e superata la trentina era necessario acquistare un gregario che gli permettesse di tanto in tanto di rifiatare, e che fosse sempre pronto ai box in caso di necessità. E nell'anno di ripetuti malanni generali, anche Capitan Coraggio ha tirato le redini. Fuori per oltre un mese, forse due, Conte non ha sostituti per il suo ruolo.
Un errore imperdonabile della società e degli operatori di mercato che si sono alternati a Castelvolturno negli ultimi anni, e di Manna nel recente. A gennaio si sarebbe dovuto pensare al vice Di Lorenzo ed ancora una volta si è glissato l'argomento e ci si è affidati alla tempra d'acciaio del condottiero senza macchia nè paura, che da umile essere umano a un certo punto ha ceduto pure lui. E Conte oggi deve arrangiarsi. Un vuoto mai colmato, e che sino all'ultimo momento non si è provveduto a tamponare.
Restano le gravi mancanze sul mercato- Si diceva di Di Lorenzo e di un'alternativa mai arrivata. Mentre invece in estate c'è stata una stranezza di quelle troppo discutibili. Milinkovic è ottimo portiere, ma non meglio di quanto lo sia Meret. Non serviva più di tanto. Ma Conte voleva il lanciatore di piedi. Ma quanti gol sono scaturiti dai piedi del gigante serbo, forse una azione finalizzata in rete. Non più. Ecco allora un lampante esempio di mercato sballato. Due portieroni e un solo terzino destro, peraltro non più giovanissimo. Ed ora sono arrivati i guai o quantomeno seri grattacapi per il tecnico leccese. E martedì arriva il como per una sfida che vale una stagione.
(Foto fonte Calcio Napoli 1926)