Un big match ad alta intensità regala un punto per parte. Qualche rimpianto ai fini del risultato per la prestazione super degli azzurri, ma una grande iniezioni di fiducia che serviva come il pane.
Una partita dalla doppia interpretazione: nonostante l'errore grave di Rhamani, la squadra reagisce, gioca un gran primo tempo e chiude in pareggio. La ripresa però non soddisfa le aspettative: calo fisico e mentale condizionano una gara che a tratti ha visto il Napoli accelerare per poi spegnersi gradualmente. Sabato il big match al Maradona con l'Inter nuova capolista con un punto di vantaggio.
Un Olimpico stregato per il Napoli. Gli azzurri rimontati nel finale, come contro la Roma. Ma nonostante la coperta cortissima e le difficoltà evidenti il Napoli ne esce indenne e strappa un punto pesantissimo.
Un' Udinese fisica e aggressiva fa rallentare un Napoli poco brillante e abbastanza stanco. I friuliani con un 4-4-1-1- limitano il gioco azzurro, bloccandone le fasce e creando superiorità in molte zone del campo.
Responsabilità individuali portano a un pareggio meritato ma la squadra in generale appare stanca.
Il Napoli rallenta ma non si ferma. In una gara preparata bene da entrambi gli allenatori, gli azzurri pagano un secondo tempo troppo remissivo e le disattenzioni difensive che in certe partite di intensità e fisicità sono sempre più frequenti. Al netto di una direzione arbitrale da matita blu.
È un Napoli stellare al Maradona. Brillano tutti, spicca la fame e la mentalità vincente. Un Napoli tosto da affrontare, perché non muore mai.
Una gran bella partita in cui domina la fisicità, si esalta la tecnica e si premia la determinazione.Un match dal risultato tutt'altro che scontato. Due squadre che giocano a viso aperto, regalano uno spettacolo ricco di emozioni a suon di gol stupendi.
Una gara convincente consolida il primo posto degli azzurri ( in attesa dei recuperi) e rafforza il lavoro di Conte che ha plasmato un gruppo unito e determinato.
Il Napoli sbanca il Franchi e continua a volare. In attesa dei recuperi di Atalanta ed inter i partenopei si riprendono la vetta della classifica in solitaria, con una prestazione che certifica il lavoro di ricompatezza e ricostruzione di Antonio Conte che, in meno di sei mesi, ha ridato forma e carattere alla squadra e non ha deluso le aspettative: gli azzurri ritornano ad essere protagonisti in serie A. Una vittoria importante, arrivata con la qualità dei singoli ma anche con la bravura del gruppo che domina, controlla e riesce a sfruttare ogni errore dei viola, e col giusto cinismo ti punisce. Solidità difensiva: con Meret che si toglie qualche soddisfazione e si guadagna il rinnovo sul campo; Rhamani in un momento d'oro, come Olivera e lo stesso Juan Jesus che non fa rimpiangere l'assenza di Buongiorno.Un centrocampo di tutto rispetto: Lobotka sempre più maestro Anguissa in grande forma e McTominay che pare in calo ma al momento opportuno sale in cattedrale e rispolvera le sue qualità.Non delude stavolta la fase offensiva: Neres spacca letteralmente gli equilibri e diventa inevitabilmente imprescindibile; Lukaku, nonostante una reattività ancora lenta, incide eccome con l'impegno e la volontà che mette a disposizione dei compagni: non sbaglia il rigore, ma soprattutto fa una sponda perfetta per David e apre le porte alla volata azzurra. Spinazzola nel tridente è probabilmente la mossa vincente di Conte. L'ex Roma che in quel ruolo aveva giocato in nazionale facendo molto bene, più che in fase difensiva dove garantisce comunque equilibrio, partecipa attivamente a quella offensiva offrendo molti spunti sfruttati bene dai compagni di reparto. Altro test superato per il Napoli che al netto del calendario facile, della fortuna e dei segnali che ci raccontano i giornali, è cinico e pragmatico: 44 punti nel girone d'andata con una proiezione finale di 88, vetta della classifica e migliore difesa con 12 reti subite su 19 partite non si fanno a caso.
Una partita bloccata, stregata e sudata. Ma il Napoli vince di misura contro un Venezia ben organizzato tatticamente, che trova in Stankovic il cardine della sua forza di resistenza. Le migliori vittorie arrivano con la sofferenza. Se c'è una cosa che caratterizza il Napoli contiano è proprio la sua capacità di saper soffrire e che in questo girone d'andata ha fatto spesso la differenza. Raspadori uomo della provvidenza, come contro lo Spezia
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