Booking.com
Mercoledì, 21 Aprile 2021 19:10

Oggi a “IlSognoNelCuore” abbiamo intervistato: Mario Beretta; Andrea Dossena; Giovanni Cobolli Gigli.

Written by
Valuta questo articolo
(4 voti)

COBOLLI GIGLI

Juventus, Cobolli Gigli a “Il Sogno Nel Cuore” su 1 Station Radio: “Il progetto SuperLega mi fu già proposto, ma i miei avvocati mi dissero che era irrealizzabile. Agnelli dovrà difendersi dalle accuse di Ceferin e poi valutare le dimissioni”.....

 

“SuperLega? Francamente mi sembra che sia stato un progetto gestito con superficialità. Cercare nuovi introiti è giusto, ma va fatto tramite gli organi preposti, ovvero Uefa e Fifa. In questo caso, con il benestare dei governi calcistici, può essere lecito organizzare qualcosa del genere - queste le parole di Giovanni Cobolli Gigli, ex presidente della Juventus, ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore”, trasmissione condotta da Luca Cerchione in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su 1 Station Radio -. È capitato anche a me, quando ero presidente della Juventus, di parlare di SuperLega, ma già all’epoca i nostri legali evidenziarono che non era possibile realizzare un progetto del genere senza l’autorizzazione degli organi di governo. Per avere il consenso, bisognava tener conto dell’interesse comune, e non di pochi club. Questo progetto esiste da tantissimi anni, ma tra l’idea e l’attuazione c’è una gran differenza. Evidentemente, il presidente della Juventus si è rivolto ad uno studio legale diverso da quello a cui ci rivolgemmo noi. Cefarin ha dichiarato che Andrea Agnelli è un bugiardo, ma io sono convinto che non abbia agito nell’ombra, dunque mi aspetto delle spiegazioni alle accuse del presidente della Uefa. Proprio la Uefa, dal canto suo, stava giàlavorando ad un progetto di allargamento della Champions, per aumentare i ricavi delle squadre ed aiutarle a superare la crisi economica generata dal Covid. È evidente che ci sia bisogno di liquidità nel calcio, ma non è normale che dodici fra i più grandi club europei si siano appartati in un progetto che avrebbe portato beneficio solo a loro. Va anche detto che bisognerebbe ragionare in funzione di ridurre i costi, e non solo di aumentare l’indotto. Faccio una battuta: i costi sono come la mamma, ovvero certi, ma i ricavi sono come il papà, dunque non sempre certi. In Italia ci sono esempi di gestioni virtuose: Atalanta, Napoli e Lazio. Stessa cosa si può dire in Europa con il Bayern Monaco. Se fossi stato ancora il presidente della Juventus, avrei appoggiato il progetto della Uefa sulla riforma della Champions, ma non la SuperLega. Agnelli? Prima di dare eventuali dimissioni, dovrà difendersi dalle accuse mosse dalla Uefa. E, solo dopo aver chiarito, sarei ben felice se dovesse restare ancora il presidente della Juventus”

 

 

 

BERETTA

FIGC, Mario Beretta a 1 Station Radio : “SuperLega? Non c’entra nulla col calcio vero. Devono controllare le uscite, non cercare nuove entrate”

 

 

 

“La federazione Italiana come tutte le altre, erano contrarie a questa SuperLega e per fortuna c’è stata unità di intenti, dai giocatori ai tifosi ai politici per andare contro questa idea che francamente ha poco a che fare con lo sport vero - queste le parole di Mario Beretta, ex allenatore, fra le tante, del Siena, e consigliere FIGC, ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore”, trasmissione condotta da Luca Cerchione in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su 1 Station Radio -. Le grandi accuse di Cairo ad Agnelli? Posso immaginarlo che in Assemblea di Lega ci sia stato un confronto abbastanza aspro tra i due. Inoltre il contesto era già molto caldo per il discorso dei diritti televisivi. Poi voglio aggiungere che anche l’Ajax ha vinto 4 Coppe dei Campioni e non è stata invitata nella SuperLega, quindi non è vero che erano state inserite solo le squadre più blasonate. La riforma della Champions? Se andiamo a vedere ogni tot anni si cambia qualcosa. La Champions nasce dalla Coppa dei Campioni, dove un tempo partecipavano solo le squadre vincitrici dei loro campionati nazionali. Poi si è creato il format Champions allargando a 3-4 squadre per nazione. Il Covid ha colpito sicuramente i club blasonati, ma chi pagherà dazio più di tutti, sono i club piccoli e quelli delle serie minori, non si sa neanche se potranno esistere ancora e se quelle dodici squadre che hanno creato questa SuperLega pensano che la pandemia abbia colpito solo loro, si sbagliano di grosso. Credo che alla fine andando avanti in Champions, un club guadagnerà bei soldi. Ogni partita vinta si guadagna. A mio avviso più che le entrate, le società dovrebbero controllare le loro uscite e regolare eventuali sperperi. Ad oggi l’azienda calcio brucia più di quanto incassa. Il costo di un calciatore o di un allenatore non ti garantisce di raggiungere determinati traguardi. Parliamo di uomini e non di macchine, non è un’equazione più pago, più mi rende. Andrebbe fatto il passo lungo quanto la gamba e non oltre. Scontro tra titani vinto dalla UEFA? Sì, è stato una sorta di scontro tra titani e ha vinto il titano più forte e soprattutto più strutturato”.

 

 

 

DOSSENA

Andrea Dossena a “Il Sogno Nel Cuore” su 1 Station Radio: “Avrei confermato Gattuso, ma credo che Adl prenderà Juric. SuperLega? Un campanello d’allarme per la Uefa”

 

 

 

“Il Napoli di oggi è totalmente diverso da quello in cui giocavo io. Gli azzurri hanno il pallino del gioco, mentre noi puntavamo sulle ripartenze. La nostra fortuna erano le doti di alcuni singoli - queste le parole di Andrea Dossena, allenatore del Crema ed ex calciatore, fra le tante, di Napoli e Liverpool, ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore”, trasmissione condotta da Luca Cerchione in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su 1 Station Radio -. L’anno del 4-3 contro la Lazio, riuscimmo a vincere tante partite nei minuti finali, volevamo a tutti i costi la qualificazione in Champions. Per un certo periodo ci eravamo illusi anche di poter vincere lo Scudetto. Con ciò non voglio dire che ai ragazzi di Gattuso manchi la grinta, bensì stiamo paragonando il calcio moderno, evoluto, a quello di dieci anni fa. Per me, Rino è il mister giusto al momento giusto. Da quando è arrivato, ha ricostruito il gruppo, raggiungendo obiettivi importanti, ed è in corsa per centrare l’obiettivo stagionale, nonostante la sfortuna si sia accanita con una mole di infortuni spropositata. La mancanza di punti in classifica sta proprio in quei 2-3 mesi dove non ha avuto a disposizione Mertens ed Osimhen. Il Napoli deve per forza di cose arrivare tra le prime quattro, altrimenti ci sarebbe un ridimensionamento. Anche gli screzi tra Adl ed il mister hanno fatto perdere punti alla squadra. Un presidente deve essere sempre a fianco del suo allenatore, anche se ha intenzione di esonerarlo. I panni sporchi si lavano in famiglia, e probabilmente le discussioni che ci sono state tra allenatore e presidente non hanno fatto bene alla squadra. Tutti i nomi che circolano per il post-Gattuso, a stagione in corso, possono distrarre l’ambiente. A mio avviso, De Laurentiis avrebbe dovuto confermare Rino, ma, conoscendolo, credo che punterà su Juric, perché oltre ad essere un ottimo tecnico, è bravo a valorizzare i giovani. La storia ci dice che quando Adl ha speso tanto per gli allenatori è andata male. SuperLega? L’Uefa deve svegliarsi per migliorare i format delle competizioni. Questo è un chiaro campanello d’allarme. L’idea è stata sbagliata, e la cosa assurda è che 12 società che muovono grandissimi capitali economici, dopo sole quarantotto ore, si sianorimangiato tutto. È davvero una brutta figura. Il problema resta sempre lo stesso: si spendono più soldi di quanti si incassano. Ad esempio, l’acquisto di Cristiano Ronaldo, per quanto esoso sia stato, non ha migliorato la Juventus. Se si vuole risanare il calcio, non si può ragionare più in questi termini”.

Letto 85 volte