Martedì, 12 Gennaio 2021 19:16

“Il Sogno Nel Cuore” su Radio 1 Station

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Fulvio Collovati a “Il Sogno Nel Cuore” su Radio 1 Station: “Nel Napoli manca continuità in difesa. Insigne? Giocatore importante, ma non è un leader. Milan esempio per tutte le altre, sta dominando il campionato pur non avendo una rosa superiore”

 

 

“Problemi in difesa? I continui cambiamenti per via dei numerosi infortuni dei centrali non permettono di avere continuità. Ma i problemi non vengono solo dai centrali difensivi, bensì anche dallo schermo avanti alla difesa dove Fabian, Demme e Lobotka non stanno vivendo un momento di gran forma - queste le parole dell’ex calciatore e campione del mondo nel 1982 Fulvio Collovati, ai microfoni de ‘Il Sogno Nel Cuore’, trasmissione condotta da Luca Cerchione e Raffaella Iuliano in onda dal lunedì al venerdì, dalle 12:00 alle 13:00, su Radio 1 Station -. Non mi sento di colpevolizzare Rrhamani per quello che si è visto fino ad ora, ancorché ha giocato davvero pochissimo. Certi movimenti in fase difensiva vanno sincronizzati e migliorati partita dopo partita.
Come mantenere concentrazione in vista della finale di Supercoppa? Nel calcio di oggi, dove si gioca ogni 3 giorni, non è un fattore negativa la frequenza delle gare, visto che le rose di oggi sono di 25 giocatori almeno. Inoltre, giocare ogni 3 giorni ti fa mantenere alta la concentrazione. Il Napoli ha una Coppa Italia da onorare, a partire dalla partita di domani contro l’Empoli. Gli azzurri hanno una buona classifica, il campionato è molto equilibrato.
Leader in questo Napoli? Il Napoli ad oggi ha grandi giocatori ma non ha leader. Insigne sta facendo una grandissima stagione, ma per me non ha un carattere da leader. Fabian è un grandissimo giocatore, ma come personalità è un po' carente.
Come si può allenare la personalità? Non si può. O ce l’hai o non ce l’hai. Si può migliorare sotto il profilo dell’esperienza, attraverso il campo, anche con una partita negativa che ti fa crescere, ma per me la personalità o ce l’hai o non ce l’hai. Andare in questo momento sul mercato per cercare figure di questo genere è complicato. Il mercato sarà fatto prevalentemente di scambi, purtroppo non ci sono soldi, quindi bisogna lavorare con quello che si ha a disposizione
Come vede questo Milan? È un esempio per tutte le altre squadre. Se mettiamo a paragone le rose di Milan, Juventus, Inter e Napoli, non credo che la rosa dei rossoneri sia superiore a quella delle altre. Ma quello che hanno in più i giocatori di Pioli, in questo momento, è l'autostima. Ibrahimovic ha giocato solo 8 partite, ed il Milan anche senza di lui in campionato sta facendo molto bene”.

 

Gianni Di Marzio a “ Il Sogno Nel Cuore” su Radio 1 Station: “Osimhen non deve fare gli stessi errori di Maradona. Per i ragazzi d’oggi ci vorrebbe la leva militare obbligatoria. A Napoli manca una figura chiave nella dirigenza”

“Per i ragazzi di oggi sarebbe opportuno reintrodurre la leva militare obbligatoria e, ovviamente, quando parlo di ragazzi mi riferisco anche ai calciatori. Il caso Victor Osimhen è l'emblema di questa generazione - Queste le parole di Gianni Di Marzio, ex allenatore, ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore” programma condotto da Luca Cerchione e Raffaella Iuliano, in onda dalle 12:00 alle 13:00 dal lunedì al venerdì su Radio 1 Station -. Il nigeriano non deve incorrere negli stessi errori fatti da Maradona, ovvero circondarsi di persone negative e cattivi consiglieri. Personalmente credo molto in lui, lo avevo scelto quando era ancora minorenne ma non me lo fecero prendere per una questione d’età. Ha sbagliato chi gli ha concesso di andarsi a curare a casa. Se sei infortunato resti a Napoli. Bisognerebbe fare come alla Juve, ad esempio, dove i giovani vengono seguiti da calciatori più maturi. Gattuso? È una persona seria e se ritiene opportuno usare un rapporto amichevole e non dittatoriale con i suoi calciatori, è una sua scelta. Ma se poi le cose non vanno bene ognuno si assume le sue responsabilità. Lui sta lavorando molto bene, la squadra ha una buona classifica, essendo a 9 punti dalla prima con una partita da recuperare. Purtroppo nel calcio quando le cose vanno male è sempre colpa dell'allenatore.
Ci sarebbe bisogno di un cambio di mentalità, in Italia. È così in tutto il mondo, sia chiaro, ma in Italia un po' di più. In alcuni paesi ci sono allenatori che restano una vita intera sulla stessa panchina, come in Inghilterra, mentre da noi si parla tanto e troppo di calcio.
Al Napoli manca qualche figura dirigenziale che faccia da collante tra allenatore, direttore sportivo e presidente, ma in società nessuno ha mai voluto un dirigente del genere. In passato, quando il Napoli ha avuto un buono staff dirigenziale, ha vinto qualche scudetto. Se ci fosse stata questa figura nel famoso ammutinamento, avrebbe sicuramente mediato tra i giocatori ed Ancelotti, evitando multe, contrasti e dissidi che si ripercuotono ancora oggi.
Un mio ricordo di Napoli? Sono stato esonerato ingiustamente dopo la finale di Coppa Italia e la qualificazione in Coppa Uefa!”.

 

Andrea Dossena a “Il Sogno Nel Cuore” su Radio 1 Station: “"Napoli tra le prime 3, ma ci vogliono dirigenti come Grava. Miglior piazza per sentirsi calciatore. Rrahmani ha bisogno di giocare. Su Gattuso..."

“Col mio Napoli ci divertivamo tanto in campo. 11 anni fa esordivo con la maglia azzurra? Nei miei pensieri sembra ieri, li rivivo tutti nella voglia di tornare in Italia - queste le parole dell’ex calciatore Andrea Dossena ai microfoni de ‘Il Sogno Nel Cuore’, trasmissione condotta da Luca Cerchione e Raffaella Iuliano in onda dal lunedì al venerdì, dalle 12:00 alle 13:00, su Radio 1 Station -. Quando arrivai sapevo di non essere in forma e che dovevo lavorare sodo. Entravo in un progetto importante, perciò ho lasciato Liverpool e ho vinto la mia scommessa. La squadra si divertiva e faceva divertire. La vittoria della Coppa Italia ci ha reso felici, era l’unica cosa che potevamo fare e siamo stati orgogliosi di portare gioia in città. Mi porto con gelosia questi ricordi nel cuore.
Questione terzini? Non è facile prendere terzini forti, non ce ne sono molti, soprattutto ora che si costruisce dal basso e vengono sempre molto impegnati. Non si può sfogliare la margherita e decidere chi prendere. I terzini migliori in Italia sono Gosens, Spinazzola e Theo Hernandez. Il terzino, oggi, è una merce rara.
Rrahmani? Lo capisco in pieno perché non arriva da un grande club. Giocava semplice ed ora è in un club che va a velocità supersonica, deve prendere ritmo partita perché è stato utilizzato poco. Per il ragazzo c’è solo una strada: lavorare il doppio degli altri per farsi trovare pronto quando viene chiamato in causa. Più che dare la colpa a Meret o Rrahmani sul gol dell’Udinese, c’è bisogno di allenarsi. È normale che qualsiasi giocatore quando entra in un nuovo contesto non cominci subito forte. A mio parere serve un mese minimo di allenamento e cominciare a valutare dalla terza partita di fila in poi. Lo schiererei titolare contro l’Empoli. Questo Napoli può arrivare tranquillamente tra le prime tre. Sono arrivate delle sconfitte come contro Inter e Spezia dove la prestazione è stata ottima. Come ha detto Gattuso, c’è bisogno che i calciatori siano sempre concentrati. Per stare là davanti serve ribattere colpo su colpo vincendo ogni domenica. 10 anni del calcio valgono 30 nella vita normale. Il calcio è totalmente diverso rispetto a prima, la dimostrazione sta nel fatto che è cambiato in maniera radicale il modo di giocare.
Noi abbiamo messo i primi mattoncini per formare un grande club e adesso il Napoli può comprare giocatori da 80 milioni. Nello spogliatoio eravamo felici, sognavamo di arrivare sopra il Milan il mio primo anno. Per me ci sono tutti i presupposti per fare bene in questa squadra. Cosa manca al Napoli? Serve capire il contesto. Nei club inglesi, i presidenti sono molto assenti, per questo gli allenatori fanno i manager. Quello che mi dispiace è che nel club azzurro, nello staff dirigenziale, come ex calciatore c’è solo Gianluca Grava”.

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