Domenica, 22 Febbraio 2026 14:51

Il Napoli dei sopravvissuti e degli immaturi va ko. Ma c'è l'ombra di un arbitro con le corna!

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Chiosava il grande scrittore uruguaiano Eduargo Galeaeno, in Splendori e miserie del gioco del calcio, che l'arbitro è arbitrario. Ma Daniele Chiffi in Atalanta-Napoli non lo è stato, è piuttosto risultato ambiguo e mediocre. Orientato a senso unico. Da quattro in pagella.

Il gruppo Conte prende legnate in uno scontro diretto che lo poteva rilanciare nell'unico, mesto obiettivo stagionale la qualificazione alla prossima Champions League. A Bergamo per rilanciarsi. Ne è venuta fuori una partita a due facce, infarcita di polemiche. Azzurri brillanti e leggiadri nel primo tepo, più impacciati nella ripresa, ed incapaci di reagire dopo il secondo gol dei padroni di casa. Ma lo scandalo è il seguente: lcon il Napoli avanti per 1 a 0, a rete annullata su sgaloppata di Hojlund sulla destra è risultata del tutto regolare, il centravanti azzurro non ha commesso alcun fallo. Il Var è rimasto in religioso silenzio, il mediocre Chiffi è stato indecentemente convinto delle proprie scellerate decisioni. E quindi il Napoli è stato volgarmente penalizzato da un arbitro incapace, superbo, presuntuoso se non in cattiva fede. 

Poi che siano emersi dei limiti dal gruppo conte ci sta pure. Ma se il Napoli si fosse portato sul 2 a 0, la gara avrebbe seguito, forse, un corso diverso, molto differente. Per il resto è andata come è andata.   

Al Napoli è stato revocato un rigore prima fischiato dal'arbitro, poi al Var rivoluzione copernicana, ma soprattutto annullato il suddetto raddoppio su azione di Hojlund che avrebbe commesso un fallo visto solo dal direttore di gara. Dal suo traversone era scaturito il raddoppio del Napoli. Poi, è plausibile sil solito tran tran sulle carenze del Napoli, mezza squadra fuori, le assenze e i nuovi innesti, Alisson su tutti che non hanno convinto. 

Gara di equilibrio, deciso da un Chiffi da... Schiaffi-  Inizio interlocutorio, lunga fase di studio accademico. Poi una punizione dal limite, morbida come un pelouche, dà a Beukema la grande chance di trovare la testata vincente ed il Napoli passa. La Dea non è entità celestiale ma gioca un calcio molto terreno, non brilla nè si esalta. Gli azzurri pressano bene, sono educati, precisi ed organizzati. Ma su Sulemana, Milinkovic è superman. Sembra manna dal cielo, Hojlund si insinua in area, ginocchio-ginocchio, l'arbitro fischia la massima punizione, ma poi Var docet. Penalty annullato, continua la sfortuna con gli arbitri. Ma il peggio deve ancora venire.    

Ripresa, ancora arbitro e Var protagonisti: Hojlund sgomita sulla destra, traversone e gol, ma... la ex giacchetta nera ha visto un fallo del danese che ad onor del vero non è parso per nulla evidente. E qui non ci siamo, ora chiamasi danni arbitrali! In quest'occasione il Var ha taciuto del tutto. La penalizzazione del Potere Forte gasa gli azzurri che ci provano ancora. Ma poi perdono verve ed energie.

Tant'è che l'Atalanta pareggia su corner ed è Pasalic a metterci la testata vincente. Dentro allora Politano e Spinazzola. Però la replica del Napoli è troppo leggera. Poi il colpo del kappao: cross di Bernasconi e Samardzic sempre di testa centra l'angolino, quello ai limiti dell'impossibile. Napoli sotto. E choccato per l'andamento di una gara molto, ma tanto discutibile. Entra Lukaku che alta di un tantino il baricenro, senza però incidere più di tanto. Sconfitta per 2 a 1 con una prevedibile scia di, giuste, polemiche. 

Quelle diramazioni della testa di Chiffi-  Il rigore concesso ma poi annullato forse non era così netto. Un contrasto di gioco che ai tempi del potere a certe squadre sarebbe stato sempre concesso. Ma i tempi sono cambiati ed il Napoli vive una fase di difficoltà relazionale con le giacchette nere, o forse col Palazzo. Lo scandalo è sul gol annullato, laddove il Var è rimasto silente, nessuno è intervenuto, Chiffi ha deciso di testa sua, come i dittatori sudamericani, intoccabile. La moviola in campo è un grande mezzo, ma... non si dimentichi che spetta sempre al direttore di gare l'ultima, anzi la prima parola, e quindi. Il Napoli, a questo punto, dovrebbe alzare la voce nel palazzo, purtroppo si sa che la figura di De Laurentiis è scomoda ed invisa a molti. Forse, troppi. E la squadra potrebbe non sempre, vedasi gli anni dei scudetti, ma talvolta pagarne le conseguenze di dichiarazioni ad alzo zero. Troppo polemiche. Il calcio italiano non cambierà mai per le requisitorie di Adl. 

L'assurdo caso Rahmani- Il Napoli è dimezzato, depauperato delle sue migliori risorse. Infortuni su infortuni. Paradossale il caso Rrahmani. Infortunio muscolare, lunga assenza, agognato rientro, ma ancora una volta un crac della stessa natura. Ai limiti del paradosso, e Conte e il suo staff e il reparto medico devono fornire chiarimenti in merito. Mai accaduto un tale accidente nella storia azzurra. Che fa pari con l'interminabile elenco di indisponibile. E' una stagione condizionata dagli infortuni. Se si andrà avanti con Conte si sappia che dovrebbero saltare a fine stagione parecchie teste. 

(Foto fonte La Presse).

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Enzo Famiglietti

Nato a Napoli alla fine degli anni sessanta.Inizia la sua carriera giornalistica a metà degli anni novanta presso il quotidiano sportivo di breve durata Campania Sport e poi diventa redattore alla Verità di Napoli-Napoli più, dove si occupa delle pagine dedicate al Napoli ed anche dell'impaginazione delle altre sportive. Ma la sua passione resta il calcio. Negli anni successivi collabora, come redattore, al Corriere del Pallone e negli anni recenti a vari siti web Per sempre Napoli, 87 tv e successivamente ilcuoreazzurro.it

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