Nella passata stagione si prese un punto al Tardini a due giornate dalla fine, ma l'Inter non scavalcò il Napoli perchè frenata in casa da un rigore di San Pedro da Roma e dal Brasile, che si è meritato anche un altarino votivo a Largo Maradona, lassù sui Quartieri Spagnoli. In attesa di Inter-Como. Gli azzurri restano a sei punti dalla capolista, che deve ancora giocare, a sei gare dalla fine. Speranze al lumicino. Se poi il Como fa il miracolo e l'Inter si complica la vita sarà un'altra storia. Cert'è che quella già scritta ci racconta di un Parma bestia nera degli azzurri. Nella passata stagione proprio qui, i ragazzi di Conte rischiarono di gettare al vento il tricolore con un altrettanto poco brillante pareggio, a reti inviolate però.
In questa stagione, gli emiliani hanno strappato un doloroso punto al Maradona ed ora hanno replicato, con uno sgambetto meritato ma indigesto. In tre gare gli azzurri campioni di Italia non li hanno mai battuti. E proprio i due passi falsi casalinghi contro loro ed il Verona sono i maggiori rimpianti di questa stagione che poteva, e doveva, dare più punti e più chance per lo scudetto.
Non è stato il miglior Napoli quello del Tardini, dopo cinque vittorie consecutive si sono trovati subito in svantaggio e la risalita è stata molto più difficile di quanto ci si potesse aspettare.
Sul gol una superficiale vigilanza di Juan Juses, esterno di destra nella arrangiata difesa a tre. Poi sostituito da Beukema ad inizio ripresa. Il pareggio di Mct uno squillo senza seguito. Prima e dopo della sua ammirevole segnatura, il Napoli non aveva eccelso in fase offensiva, davvero poche le palle gol nitide. Solo due nel finale.
La partita che non dovevi pareggiare- Inizio choc, palla lunga e assist per Strefezza che controlla alla perfezione e fa un palo gol da capogiro, dopo appena una manciata di secondi dal fischio d'inizio, uno dei gol storicamente più veloci della serie a. La reazione del Napoli non è quella che ci si aspetta dalla seconda in classifica con ambizioni scudetto. Si vede qualche giocata di qualità, soprattutto sull'asse De Bruyne-Mc Tominay-ma di vere occasioni da rete non ce ne sono. Qualche mischia in area, ma senza conclusioni. Il Parma nel primo tempo fa muro, difende bene.
Ripresa: il ritornello non cambia: pressione azzurra, però sulla porta parmigiana non incombono atroci pericoli. Il Napoli manovra anche con diligenza, nella trequarti ma in area è poca roba. Allora Conte butta dentro l'imprevedibile Alisson. Ma poi si accende all'improvviso con l'uomo dei gol che pensano, Mct su delizioso appoggio pareggia. Poi Giovane per un Hojlund, in una delle sue non migliori giornate. L'assalto finale produce due golose chances, Elmas spreca e Alisson tira bene ma addosso al portiere. Troppo poco per mettere paura all'Inter. Non mollare sarà importante, almeno per il secondo posto, ma le possibilità scudetto ora sono ridotte e di tanto.
Scudetto, proibito sperare ancora?- L'Inter scende in campo a Como fra qualche ora. Il grande rammarico del Napoli sono i punti persi, dilapidati in passato. Oltre alle due incredibili mezze figure casalinghe sempre con Parma eppoi il Verona, le trasferte di Torino, Udine ed anche Bologna alla vigilia della Supercoppa. Di occasioni per strada se ne sono perse eccome, sin troppe. A causa di una continua ed ossessiva, reiterata, serie di infortuni che vedono sotto accusa, più o meno a parità di demeriti, la preparazione dello staff tecnico e di quello medico. Di positivo ci sono gli otto punti recuperati negli ultimi tempi sul gruppo nerazzurro, che però aveva accumulato un vantaggio stratosferico. Che dire, che se ci fosse stata la squadra al completo. Che sarebbe di sicuro stata un'altra stagione. Inutile e lesivo, soffermarsi troppo sulla frenata del Tardini, la corsa scudetto si è complicata già da molti mesi. Poi per le statistiche ed i ricordi, a parità di giornate rispetto all'anno scorso, scudettato, sono appena due i punti in meno. Questa volta, è stato il gruppo Chivu a correre come un bolide. Le 13 vittorie su 14 gare (stop proprio col Napoli, ndr) sono risultate quella spinta in più nella contabilità del campionato.
Conte e la tentazione nazionale- Le sirene dela maglia azzurra della Povera Italia, fuori per la terza volta di fila dalla fase finale del Mondiale, risuonano nelle orecchie del tecnico azzurro. Il nuovo presidente Figc sarà annunciato il 22 giugno ed intanto non sarà comodo per Conte aspettare così a lungo, a meno che qualcuno dal Palazzo non gli dia assicurazioni già da prima. Conte al tempo stesso è anche legato al Napoli. Pone ad Adl alcune condizioni: mercato competitivo, chiarezza sul caso infortuni (in realtà dovrebbe esser lui a render conto al presidente su questo spinoso argomento, perchè i suoi metodi pare siano stati alquanto lesivi per i muscoli, ndr) e la nascita di un centro sportivo adeguato, sicuramente questo il rebus più impegnativo per il patron azzurro. L'auguro di quasi tutti i tifosi e dell'ambiente è che il tecnico leccese resti. Quanto più a lungo possibile.
(Foto fonte Lapresse.it)