Se per martedì Romelu Lukaku non rientrerà alla base, il figliuol prodigo sarà pesantemente punito. In termini pratici, escluso dalla rosa proprio in dirittura d'arrivo, nella volata finale della stagione, Conte potrebbe fare a meno di lui, quando è ancora in ballo la lotta per lo scudetto o almeno per il secondo posto, con il solo Hojlund punta centrale di ruolo. Una tegola, scomoda ed imbarazzante, ed un rischio non di poco conto. Il gol decisivo contro il Verona non è bastato a dare un seguito ai patemi stagionali del centravanti belga. Quando tutto sembrava superato è caduta la stella dal cielo. Va detto che dal tempo di quell'exploit Conte non l'ha più utilizzato e questo lascia adito a dubbi e sospetti. Che Big Rom abbia deciso di andar via a fine stagione potrebbe anche darsi, ma intanto c'è da pensare all'uovo oggi più che alla gallina di domani. Serve concludere al meglio una stagione che sembrava decisa ma che ora lascia flebili chances di clamorosa riapertura.
Ma perchè Lukaku ha disobbedito agli ordini della società, lui che tanto attaccamento ha dimostrato alla maglia azzurra. Cosa lo ha spinto a una presa di posizione che ricorda i capricci di Edmundo e le sofferenze del Pibe.
Da indiscrezioni emerge una verità scomoda ed imbarazzante per il Napoli. Lukaku non si fida dello staff medico della società, non crede che possa essere la soluzione migliore ai propri problemi. Ha valutato i rapidi e sorprendenti tempi di recupero di De Bruyne in un centro di Anversa e li ha paragonati alle immense difficoltà ed impacci operativi dello staff medico azzurro. Che quest'anno ha accumulato flop su flop. Affaticamenti muscolari che richiedevano lunghe settimane di degenza, tempi di recupero sempre allungati e mai accorciati. Sotto accusa è il lavoro del gruppo capitanato dal dottor Canonico e non è escluso (e sarebbe ora) che a fine campionato salti qualche testa nel suddetto reparto.
Big Rom non ha fiducia nel loro lavoro. Ed ha scelto di seguire il programma preparato per lui dai medici e fisioterapisti di Anversa. Come dargli torto dopo i disastri muscolari dei suoi compagni di questa stramaledetta stagione. Ma al tempo stesso c'è anche un impegno da rispettare. Lui è un dipendente della società Napoli, che gli elargisce un lauto stipendio (circa sei milioni netti all'anno) e deve mantenere gli impegni presi, anche da contratto. A costo di mordersi labbra e lingua e dire di sì.
Hanno ragione purtroppo, perchè la realtà è imbarazzante, entrambe le parti: Lukaku che nutre scetticismo verso chi sinora non ha dato prova di affidabilità, ed il Napoli che lo pretende subito in gruppo per preparare al meglio la sfida decisiva col Milan. Una brutta gatta da pelare. De Laurentiis potrà punire Big Rom, se non dovesse tornare alla base, ma farebbe bene a rivalutare la discutibile affidabilità dello staff medico.
Fatto sta, che ora c'è un prestigioso secondo posto in palio, se non addirittura, se l'Inter dovesse toppare ancora, uno scudetto clamoroso in palio. Resta la speranza che le due parti trovino un punto d'incontro momentaneo, anche una tregua armata, per poi fare i conti a fine stagione.
(Foto fonte Napoli Today)