Venerdì, 17 Maggio 2024 20:54

Il Napoli dà segnali di risveglio, ma è tardi. Se si guarda avanti vengono i brividi. Ormai il presidente fa e disfa ogni giorno

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Per autoinfliggersi un contentino,  gli azzurri hanno salvato la faccia a Firenze. E di questi tempi, con questi venti è già una mezza impresa. 

A vincere, il Napoli non vince più. Sesta partita senza i tre punti quella del Franchi, però ha offerto una partita dignitosa. Una delle prestazioni più decenti degli ultimi tempi. Dopo aver toccato il fondo, non è che ci volesse molto per risalire di un gradino in una scala che comunque resta di una mediocrità assoluta, in un campionato da gettarsi alle spalle quanto prima. Infatti fra appena 90 minuti.

Il 2 a 2 sulle rive dell'Arno è stato il frutto di una partita divertente, vivace, molto aperta, che le due squadre hanno interpretato con scioltezza. Il gruppo Italiano già concentratissimo sulla finale di Atene, quello Calzona devstato dalle critiche ha saputo però, per una volta, dimenticare i giorni nefasti e liberare menti e piedi. La poteva anche vincere il Napoli, che nella conta delle palle gol ne può esibire qualcuna in più della viola, un palo di Politano, un guizzo nel finale del subentrato Raspadori. Non è mancato purtroppo il rituale strafalcione difensivo, in questo caso della fase e non dei centrali, dato che a commetterlo è stato Politano che ha fornito l'assist al nemico. 

Calzona aveva assenze pesanti fuori Osimhen e Di Lorenzo, Simeone si è scarificato ma non si è illuminato d'immenso. Leggerino il suo apprto offensivo. Se nell'analisi di quanto visto in campo, gli azzurri per una votla non sono andati sotto la doccia fra fischi ed improperi, ai fini pratici il punto non serve a nulla. Perché il sorpasso con la Fiorentina non è riuscito, e l'Europa si allontana sempre di più, ed ora come mai è appesa alle finali di Atalana e Fiorentina, se una delle due dovesse vincere si scala di un gradino in classifica ed il Napoli approderebbe quantomeno in Conference. 

I nostri ex eroi si sono battuti con onore ma non è bastato- Come per miracolo, come per incanto la sbloccava il Napoli: calcio d'angolo perfetto di Politano e Rrahmani svettava su Martinez, molto passivo nella circostanza, e la depositava in rete con una zuccata precisa e letale. Alchè gli azzurri controllavano il gioco, rischiando poco ed anzi si facevano spavaldi nell'area viola. Poi arrivava l'inatteso patatrac: tutto in parità con una punizione spettacolo di Biraghi, 1 ad 1 e si ricominciaba daccapo. Per un paio di minuti appena, finchè Nzona su ambiguo passaggio di Politano batteva Meret con un rasoterra preciso ed angolato, ma sul quale forse il portiere poteva scattare con un nanosecondo di anticipo. Fiorentina avanti nel giro di due minuti e Napoli a testa in giù.

Ripresa: Simone faceva troppo poco per non far rimpiangere Osimhen, mentre Cajuste faceva il bis in tema di palle gol sprecate, con limiti evidenti di tecnica e personalità, rimpiangesi pure Zielinski. Grazie al cielo dei campioni, il Napoli ne ha uno importantissimo ed è georgiano, in attesa di speranzoso rinnovo del contratto. Kvara calciava una punizione che era poesia pura, la distanza notevole, il colpo alla palla  delicato come il tocco di uno chef stellato. Due a due, fiabesco. Si ripartiva ancora da un equilibrio di punteggio. Stava per spaccar tutto Politano, ma il suo rasoterra sbatteva sul palo, il magnifico velo era stato ancora di Kvara. 

S'è rischiato pure il rigore nel finale ma il Var ha evitato che si concretizzasse una svista arbitrale umana e comprensibile a velocità d'azione.

Dopo Osimhen salvate il soldato Kvara- Non si può permettere il Napoli di perdere in una stessa sessione di mercato due prime donne come il nigeriano e il georgiano. Peraltro, sono due pedine quasi insostituibili, al di là di una stagione non ai livelli della precedente, non ce ne sono di pari livello sul mercato, o almeno alle cifre che De Laurentiis vorrebbe investire. Quindi saggezza vorrebbe che si facesse più di uno sforzo per prolungare il contratto di Khvicha. Attualmente le parti distano ancora di un paio di milioni di euro di ingaggio, mentre ahinoi Barca e soprattutto il Psg si saranno più che ingolositi al cospetto della sua opera d'arte su calcio piazzato, degna delle migliori opere degli Uffizi a proposito di terra toscana.

Che si sbrighi Adl altrimenti perderà tutta l'argenteria di casa ed allora la riscossa sarà sempre più un'impresa tutta in salita.

Capitolo allenatore, Conte forse meglio di Casperini. L'analisi- Il presidente pensa di aver tempo a disposizione ma siamo agli sgoccioli. La riicostruzione deve procedere a ritmi molto spediti e in primisi cominciare quanto prima. Conte se firmasse domani già potrebbe cominciare a lavorare sotto traccia per il nuovo progetto, Gasp è tutto concentrato sulla finalissima di Dublino poi dovrà discutere del suo futuro con la dirigenza atalantina. Ma questo, la disponibilità immedioata non è il primo dei problemi. Rifessione: il Napoli necessita per rilanciarsi di una allenatore bravo nel pronti e via, nel rivitalizzare in tempi brevi un gruppo oggi depresso. Ed n questo il Bell'Antonio è ineguagliabile, almeno qui in Italia. Al primo anno alla Juve dopo una stagione molto deludente vinse subito e creò un gruppo granitico. Per contro, Gasperini ottimo allenatore e come stratega e come motivatore ed intensità di lavoro, è da anni contestualizzato in un ambiente molto diverso da quello di Castelvolturno. L'Atalanta è un modello organizzativo e vanta il miglior settore giovanile nazionale, un settore del tutto trascurato dalla gestione voglio tutto e subito di Adl e familiari. La sensazione è che Gasp avrebbe forse, diciamo certo forse, bisogno di più tempo di Conte. Mentre Adl vorrebbe al primo anno ritornare subito fra le prime quattro. Ovviamente Conte costa parecchio in più del tecnico bei bergamaschi. Ma, sulla carta, darebbe più affidabilità nei tempo stretti.

Il presidente che come al solito annuncia, promette e poi si rimangia tutto- Non c'è da meravigliarsi. Appena un mesetto fa aveva fatto proclami da sovrano emiratino sul caso stadio. "Costruitò un nuovo impianto a Bagnoli, con un centro sportivo e 12 campi di calcio (ammazza e che balle!, ndr), ho già incaricato un architetto di lavorare al nuovo progetto". Salvo poi, nella conferenzaq stampa di due giorni fa rimangiarsi tutto e fare dietrofront. "Ristruttureremo il Maradona". Nessuna parola invece sul gravoso ed incombente tema del nuovo centro sportivo. Adl dice il tutto e il contrario di tutto. Ormai lo si conosce. Mai affidabilità in una sua virgola. Eppure i media, soprattutto i grandi giornaloni accettano ogni suo annuncio con un senso critico pari all'informazione di Russia o Corea del Nord. In fondo, sono gli stessi super colleghi che ogni giorno danno per sicuro l'ingaggio di un allenatore per poi sconfessare se stessi il giorno dopo con un nome nuovo. 

(Foto fonte Sportmediaset).

 

 

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Enzo Famiglietti

Nato a Napoli alla fine degli anni sessanta.Inizia la sua carriera giornalistica a metà degli anni novanta presso il quotidiano sportivo di breve durata Campania Sport e poi diventa redattore alla Verità di Napoli-Napoli più, dove si occupa delle pagine dedicate al Napoli ed anche dell'impaginazione delle altre sportive. Ma la sua passione resta il calcio. Negli anni successivi collabora, come redattore, al Corriere del Pallone e negli anni recenti a vari siti web Per sempre Napoli, 87 tv e successivamente ilcuoreazzurro.it

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