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Sabato, 31 Gennaio 2026 18:07

Il Napoli respira un po' di ossigeno. Ma c'è tanta apprensione per Di Lorenzo. Resta un campionato scellerato ed in salita.

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La vittoria è arrivata (2 a 1), come ci si aspettava, contro una Fiorentina che annaspa in classifica ma la gioca bene, però piove sul bagnato sempre in tema di infortuni. 

Capitan Di Lorenzo s'è accasciata da solo. Problemi al ginocchio che ha fatto un movimento di quelli che ti fanno accapponare la pelle. No, per una volta s'è trattato di un accidente di gioco, non dei muscoli che pure hanno fatto crac a ripetizione, e per mezza squadra. Le prime impressioni sulle sue condizioni fanno pensare al peggio-rottura del crociato-, o comunque ad un problema serio. 

I tre punti servivano e sono benedetti. Le ripetute frenate, l'indegno scivolone di Torino, chiedevano una risposta netta. E non è stata una passeggiata, perchè la Fioentina di Vanoli è in una posizione di classifica imbarazzante, ma se la vedi in campo sembra una squadra da centro classifica. E gol a parte è stata pericolosa, soprattutto nel finale.

A proposito di reti, molto belle le due azzurre. Prima Vergara con un affondo da campione maturo, poi una prodezza balistica di Gutierrez. Per il resto si poteva farne qualcosa di più, Hojlund ha sprecato qualcosina ma ha lottato con vigore e lacrime al visto e non può sempre far miracoli. 

Con la presumibile lunga assenza dal campo di Di Lorenzo, la rosa si restringe ancor più, anche se dovrebbero esser vicini i recuperi di Rrahmani e Politano. 

Una sfida che alimenta speranze per il futuro, per quei pochi intimi ancora operativi- Subito in evidenza l'infante Vergara, dai piedi buoni e le idee sacrosante. Brucia sul tempo l'avversario, s'invola e di pura velocità e classe sblocca la partita. Per lui primo gol in serie A, dopo lo splendido acuto, ma purtroppo inutile, di Champions. Per un attimo il Napoli domina e sfiora, ma poco dopo la Viola centra un palo e ci vuole l'istinto ritrovato da felino di Meret per evitare il peggio, per inciso trattavasi di due colpi di testa consecutivi. 

Brutta nuova, kappao di Lorenzo ed entra Beukema. Stavolta come detto niente muscoli ma un'angoscia per il futuro senza pari. Una tegola preoccupante per una rosa tartassata e ridimensionata da continui infortuni. 

Ma il gruppo Conte subito si ricompatta e fra Elmas, Vergara e Mc Tominay se ne vedono di belle. Il gioco è fluido, piacevole.

Nel secondo tempo, Gutierrez controlla palla e tiro a giro da standing ovation, gol alla Del Piero e tre punti in cassaforte? Macchè la Fiorentina accorcia le distanze con un Buongiorno superato ed umiliato, è per l'ex difensore granitico dello scudetto si conferma la fase da incubo. Poi Hoj spreca stile pollo. Nel finale la Fiorentina carica a testa bassa ed il Napoli trema sino all'ultimo secondo. Ma ce la fa a tornare alla vittoria. 

Fatevi benedire! Da inizio stagione si parla delle responsabilità dello staff di Conte per i tanti, inconcepibili, continui acciacchi di natura muscolare. Poi ci si mette pure la Dea Sbendata. Eupalla in versione malvagia. Proprio l'indistruttibile Di Lorenzo, colui che non saltava mai una partita, e che reggeva ad ogni intemperia. Quello che non si faceva mai male. Mai infortunato. Bela ruota gura, e quest'anno, al di là di errori di preparazione pure sul campo ne capitano di tutti i colori. E sono tutte tinte scure, fosche, tristi, quasi luttuose. Ad un lavoro settimanale con troppe valutazioni sbagliate si è aggiunto anche più di un incidente di gioco stucchevole. Si aspettano i rientri, ma la cattiva sorte è l'anima nera di questa stagione. 

Però quegli errori di mercato- In estate si è sbagliato. E tanto pure. Più di 50 milioni investiti su Lucca e Lang, con l'approvazione incondizionata di conte e l'intuito (evidentemente farlocco) del diesse Manna, gettati alle ortiche. Doppia cessione a gennaio, proprio quando il Napoli è limitato sul mercato. Peggio così non si poteva fare. Investimenti improduttivi a giugno e luglio, e ora in inverno tante e troppe difficoltà nel chiudere trattative, in uscita ed in entrata. Il solo, pur promettente, Giovane non può colmare i vuoti creatisi dalle assenze. Necessita di almeno un altro paio di ingaggi, se solo ci si potesse muovere con scioltezza, ma bisognava correre ai ripari già a dicembre. Un ritardo che ha compromesso la qualificazione Champions e forse lo scudetto. 

E ora quali obiettivi- L'Inter sembra fuori portata, ha una rosa molto forte e con pochi indisponibili. Addio Europa. sotto col campionato per entrare almeno fra le prima quattro e testa e cuore alla sfida del 10 febbraio di coppa Italia col Como. Si gioca in casa. I lariani sono un cliente di quelli indigesti e scomodi, ma alzare la Coppa nazionale, dopo l'impresa d' rabia, renderebbe mitica una stagione costellata di passi falsi, errori e sbandate. 

(Foto fonte Italpress). 

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Enzo Famiglietti

Nato a Napoli alla fine degli anni sessanta.Inizia la sua carriera giornalistica a metà degli anni novanta presso il quotidiano sportivo di breve durata Campania Sport e poi diventa redattore alla Verità di Napoli-Napoli più, dove si occupa delle pagine dedicate al Napoli ed anche dell'impaginazione delle altre sportive. Ma la sua passione resta il calcio. Negli anni successivi collabora, come redattore, al Corriere del Pallone e negli anni recenti a vari siti web Per sempre Napoli, 87 tv e successivamente ilcuoreazzurro.it