Si fa sentire il gruppo Conte. Quello di Chivu ha ancora un vantaggio consistente ma almeno il Napoli gli comincia a mettere una minima pressione. I punti in cascina per gli azzurri sono più o meno gli stessi dell'anno scorso, sono i nerazzurri ad aver accumulato una scia di vittoria da brividi: 13 su 14 gare. Intanto, in questo finale di stagione illuminato da un piccolo lumicino di speranza di acciuffare la capolista, che non ha un calendario del tutto agevole, gli azzurri espugnano Cagliari con dominio, qualche piccolo rischio soprattutto nel finale, vittoria di misura (1-0), manca il raddoppio ma si rivede il pragmatismo contiano. Il gol decisivo è arrivato subito, un vantaggio molto precoce ed è il settimo centro stagionale di Mc Tominay, che da quando è rientrato là davanti si vede più brio ed un'imprevedibilità che ci mancava. Molto positiva la prova di De Bruyne, migliore in campo forse, ed anche il grande sacrificio di Hojlund ha contribuito molto alla causa.
Finalmente una buona nuova arriva pure dal reparto arretrato. Dopo 11 gare in cui si è sempre preso gol, stavolta la porta difesa da Milinkovic è rimasta inviolata. Un piccolo, grande compenso dopo lunghe giornate in cui la difesa aveva traballato, complice anche l'assenza di Rrahamani e il momento un po' grigio di Buongiorno, che sembra ritrovarsi a piccole pedate.
Azzurri schierati in modo molto naif, Conte rimescola le carte: doppio play a centrocampo con Lobotka e Gilmour e De Bruyne e Mct a sostegno di Hojlund. Un'inedita formazione che ha destato buone impressione, anche se si poteva e doveva fare il secondo gol, ma è andata di lusso pur se di misura. Di fronte, un Cagliari che non vince da sei gare, allenato dal napoletanisssimo Pisacane, core ngrato nella circostanza. Ma almeno non ci ha dato dispiaceri.
Molta praticità, riecco lo stile Conte- Appena un minuto e il Napoli, la sblocca sul primo calcio d'angolo. Mescola in area, Buongiorno la liscia per metà e Mc Tominay insacca a porta vuota. Poi gli azzurri perdono un paio di palle banali ma un Cagliari non esaltante non ne approfitta come dovrebbe. Azzurri che controllano la gara, ma sul fronte d'attacco di occasioni golose ne hanno poche, benchè Kdb illumini e il giro palla sia non malaccio, però mancano sia l'ultimo passaggio che concreti tentativi di conclusione.
Nella ripresa, il Napoli raggiunge un miglior ordine, dai piedi del genio belga partono quasi tutte le azioni di spessore. Entra anche Alisson. Caprile, signor portiere, ci mette in più casi mani, piedi e mezzo corpo. Ma manca sempre il colpo del kappao ai danni dei padroni di casa. si rivedono pure Anguissa e Spinazzola. Finisce però col Cagliari all'assalto che sfiora il pareggio. Nulla di terribile. Vittoria doveva e vittoria è stata. La quarta di fila. Il Napoli si è ritrovato, è in fase di rinascita. Fondamentali i recuperi degli infortunati, se non ci fosse stata un'infermeria così affollata forse si commenterebbe un'altra stagione. Curiosità: anche stavolta il Napoli è andato in vantaggio nei primi minuti, come contro Torino, Lecce, Verona e pure altre.
Kdb come te non c'è nessuno- I piedi fatati di Kevin De Bruyne si sentono, pesano, alimentano, ispirano, smuovono gli equilibri. Sono due tesori di altissima qualità. A Cagliari il belga è stato il trascinatore in campo. Lui ha ispirato le migliori, o quasi tutte, trame offensive. L'inedita posizione alle spalle del centravanti danese gli ha dato ulteriore lustro e fantasia. Un'esperienza da ripetere. Quei sei punti di distanza dall'Inter fanno pensare a un numero molto più ridotto o a un bilancio a favore del Napoli se Kdb non fosse stato fuori cinque mesi. Peccato, più di un logico rimpianto che rimarrà un piccolo tormentone nella storia di questa stagione.
Sognare non costa nulla- Mancano otto partite al termine del campionato, in ballo ci sono 24 punti. Se il Napoli dovesse vincerle tutte cosa accadrebbe? Potrebbe mai superare l'Inter che ha una serie di sfide più insidiose. Non sarà facile certo, anche perchè la squadra di Chivu ha grandi qualità, a dispetto del solo punticino racimolato fra derby ed Atalanta. Sei punti di svantaggio sono due partite. L'Inter ne dovrebbe perdere due su otto e il Napoli fare bottino pieno per arrivare pari. Di mezzo c'è pure il Milan, ospite al Maradona dopo la sosta. Non facile da realizzarsi, ma Conte che ha la vittoria nel Dna è certo che non mollerà l'idea del clamoroso sorpasso fino all'ultimo spiraglio matematico. Come forma, il Napoli sembra all'altezza di vincerle tutte, rafforzato ancora da qualche altro recupero che dovrebbe avvenire di qui alla fine. Un tentativo scudetto, la rinascita del Napoli, magari un altro mezzo passo falso dei nerazzurri renderebbero avvincente questo sprint pre-mondiale.
(Foto fonte Lapresse.it)