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Sabato, 02 Maggio 2026 17:33

Napoli, gita sul lago con pisolino. Di buono solo un punto su un campo difficile, ma il gioco lascia a desiderare.

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Nel secondo tempo a una manciata di minuti dalla fine, Politano in perfetta posizione sulla sua fascia di competenza scaglia un gran tiro, che centra il palo a portiere battutto. Tutto qui il Napoli in viaggio su uno dei laghi più belli del mondo. 

Troppo poco per esser contenti, certo ci stava scappando il colpaccio da tre punti. Questione di centimetri come ogni legno che vibra. Ma oltre il bel gesto tecnico di Politano, gli azzurri hanno offerto ben poco di piacevole. Per un pareggio senza gol, nessun acuto, una palla gol e mezzo (la seconda un'inzuccata di Mct alta), trame di gioco faticose, poco fluide, abbozzate ma senza conseguenze concrete. In ombra il reparto offensivo. In difesa, invece, non si è concesso troppo ai ragazzi di Fabregas, però in un paio di occasioni c'è voluto un Milinkovic al top dell'attenzione. 

Si direbbe una gara molto tattica, e quindi noiosa. Di positivo per il Napoli, oltre al punto su un campo molto difficile, c'è stato un finale leggermente più vivace con un'altra chance per Mct, il palo, la palla che girava con maggior scioltezza, anche perchè i comaschi si erano aperti e concesso spazi che nel primo tempo erano piuttosto chiusi, e che il gruppo Conte non era riuscito a scardinare.

In attesa del Milan, apertissima la corsa al secondo posto e i vantaggi che il piazzamento porterebbe. 

Molta noia e poca gioia in campoSfida fra due geni della panchina, Conte e Fabregas. quest'ultimo era stato calciatore del tecnico leccese ai tempi del Chelsea. Ma è stata più una sfida a scacchi che uno spettacolo pirotecnico. Nel complesso una partita piuttosto noiosa, con leggera supremazia dei lariani. 

Inizio splendido splendente per i padroni di casa: Douvikas dribbla Milinkovic, ma Rahmani fa una parata di piede, ovvio, sulla linea che sa di miracolo. Replica di testa di Mc Tominay, alta di un paio di spanne. Ma è il Cll'insegna dello sbadiglio. 

Nel secondo tempo, Anguissa per un impalpabile De Bruyne, poi pure Spinazzola ma il Napoli è rattrappito, solo nel finale, come detto, trova un po' di brio e vivacità. Clamoroso il palo di Politano, unica vera palla gol della partita. Troppo poco per sentirsi soddisfatti, anche se davanti il gruppo Conte aveva una squadra di assoluto rispetto. Al Napoli è mancata soprattutto la fase offensiva: Alisson non s'è mai illuminato, nulli i passaggi di Kdb, Hojlund s'è sacrificato per non dire che ha giocato sotto tono. Non è stata la miglior versione del Napoli, quasi una partita un po' spenta di fine stagione ma con una champions ancora da conquistare le aspettative erano più alte.

Una partita da pre-vacanze?- Appena detto, impressioni di una recita da fine anno scolastico. L'accesso alla Champions non è ancora matematico, ma virtual sì. Ed è probabile che un po' ci si sia rilassati. che l'applicazione e la concentrazione non siano stato quelle dei mesi precedenti. Conte dovrà lavorarci sopra, perchè è importante chiudere al meglio una stagione fra luci ed ombre e garantirsi un secondo posto che potrebbe consentire l'accesso alla Supercoppa, un trofo in più, peraltro che il Napoli detiene. 

Hojlund ci piace ma i gol sono pochini. Però Conte...- Per il centravanti danese è stata sinora una stagione positiva. Ha raccolto al meglio l'eredità di Lukaku. il bottino però non è ancora esaltante. A tre giornate dalla fine le reti sono appena 10, della serie si poteva fare di più. E' l'impiego che però ne fa Antonio Conte che forse non ne esalta al cento per cento le proprie potenzialità. Essì, Conte ha voluto per così dire un po' "Lukakizzare" il giovane danese, cioè fargli fare il gioco del belga, laddove le sue potenzialità lo rendono micidiale se attacca la profondità e lo limitano se deve svolgere un ruolo più macchinoso, talvolta lontano dalla porta. L'anagrafe però gioca tutta a favore del ragazzo che ha appena 23 anni e margini di crescita molto importanti. Ha tutti i numeri per salire a livelli altissimi per ora è un grande patromonio del club, sperando che il presidente De Laurentiis non lo mandi in pasto di una clausola rescissoria, o comunque se così dovesse essere che accada il più tardi possibile.

Un tuffo nel passato e una lacrima di nostalgia- In settimana s'è giocata una gara che molti esperti hanno definito come fra le più belle della storia della Champions League e perchè no pure della coppa Campioni. Psg- Bayern Monaco. In questa sfida che è stata come il manifesto del calcio più entusiasmante, spettacolo allo stato puro, si è messo in evidenza un vecchio amore del Napoli, Kvara, autore peraltro di un gol in cornice d'argento. Un momento di magone ripensando a un fuoriclasse che si poteva gestire meglio, e chissà trattenerlo nel qual caso ancora in azzurro. Sarebbe bastato, dopo il primo scudetto, rinnovargli subito il contratto con un lauto ingaggio e chissà. Pribma o poi a Parigi ci sarebbe andato in ogni caso, ma magari un paio di anni dopo. Un caso gestito molto male dalla società, soprattutto da Adl che alla fine l'ha svenduto per una settantina di milioni. Oggi ne potrebbe valere il triplo. Errore del Napoli non esser riusciti a prolungare un matrimonio felice per lungo tempo. Ma questa è un'altra storia e guardare troppo al passato spesso fa male ma al tempo stesso ci insegna tanto, quali errori non ripetere soprattutto.  

(Foto fonte Italpress).

 

 

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Enzo Famiglietti

Nato a Napoli alla fine degli anni sessanta.Inizia la sua carriera giornalistica a metà degli anni novanta presso il quotidiano sportivo di breve durata Campania Sport e poi diventa redattore alla Verità di Napoli-Napoli più, dove si occupa delle pagine dedicate al Napoli ed anche dell'impaginazione delle altre sportive. Ma la sua passione resta il calcio. Negli anni successivi collabora, come redattore, al Corriere del Pallone e negli anni recenti a vari siti web Per sempre Napoli, 87 tv e successivamente ilcuoreazzurro.it