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Sabato, 18 Aprile 2026 17:47

Notte fonda per il Napoli. Sarri sale in cattedra, Conte fa un brutto passo indietro. E le sue parole combinano guai.

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Quattro di fila fanno male. Molto male. Anche se nel tempo trascorso il Napoli ha vinto due scudetti. 

Per il quarto anno di fila, i biancocelesti espugnano il Maradona, e Sarri se la ride. Una vendetta da ex che ormai sembra quasi la maledizione del Benfica, nonostante in questi lungo tempo gli azzurri abbiano spesso vinto in casa dei laziali. E dire che il Maradona era un fortino inespugnato dall'8 dicembre 2024. E sapete allora chi vinse a Fuorigrotta? Proprio loro. Gli Stessi che oggi hanno umiliato il gruppo Conte, non solo sul piano del risultato, ma delle palle gol (un rigore sbagliato dagli ospiti e diversi grattacapi per Milinkovic, non certo in serata aperitivo, ndr) con gli azzurri che non hanno mai impensierito Motta, e quelle trame, i movimenti con e senza palla. Perfetti e sincronizzati per i rivali, insulsi ed inefficaci per un Napoli disordinato senza un filo logico. Nessun azzurro ai livelli suoi soliti, solo Milinkovic col rigore parato si è salvato dalla debacle generale. 

Nessun tiro in porta per li azzurri, se non uno fuori di Alisson nella ripresa. Allo svantaggio non c'è stata alcuna reazione, si ricordi che in passato spesso il Napoli aveva rimontato. Quantomeno reagito al gol incassato. Stavolta, piedi e testa piatti, L'interruttore s'è spento. Forse, Conte ha già alzato bandiera bianca, appurato che lo scudetto è sfumato. Alcune sue dichiarazioni nel pre-partita sono state poco incoraggianti e fuori luogo.  

Il Napoli un merito ce l'ha ancora, un piccolo e variegato record: è la squadra in serie A che è riuscita a mandare in gol più uomini ben 19. Ma negli ultimi 180' solo un golletto.

Una delle più brutte del campionato- Dopo appena 6', il Napoli è già sotto: Beukema perde il passo, Spinazzola in ritardo, taglio dalla destra per Cancellieri che la butta dentro che è una Pasqua. Gli azzurri abbozzano una contromossa che è blanda e rischiano ancora. E tanto pure. Ennesima topica di un irriconoscibile Buongiorno, Noslin falciato da Lobotka e rigore. Tira Zaccagni, ma Milinkovic pare il suo terzo in campionato. Un illusorio grido di gioia al quale fare seguito il nula.   

Si resta sullo 0-1 ma il Napoli affanna troppo. Affanna quando prova a rendersi insidioso e soffre troppo quando il gruppo Sarri ribatte. E finisce per rischiare di prenderne un altro, piuttosto che di pareggiare. De Bruyne non ha le misure giuste, è in giornata poco brillante.  La Lazio, per contro, è in un sabato di di grazia e sta in campo che è una meraviglia.

Nella ripresa infatti esce il belga ed entra Alisson, poi Elmas per un legnoso Anguissa. Ma gli effetti sono controindicazioni. La Lazio, infatti raddoppia: gran contropiede sulla sfavillante fascia sinistra e Basic insacca come un rigore in movimento. Per il Napoli è buio pesto. Mossa della disperazione, Giovane e Gutierrez, però è tutta la squadra che non trova la direzione, pur invertendo o cambiando le pedine. Non cambia nulla. Ed una pay tivvù ricorda ai tifosi azzurri che non era mai successo negli ultimi 20 anni che il Napoli in casa non avesse mai calciato la palla nello specchio della porta. Mah, sarà vero o meno, la versione azzurra del 18 aprile è stata sconcia. 

Quelle parole poco felici del mister- Intervista pre-partita, Conte non era di umore conciliante "Arrivare secondi? Sei solo il primo dei perdenti. Importante è andare in Champions, poi o secondo o terzo... ". Una frase che è stata come un macigno, forse, sulle motivazioni e la carica emotiva della sua squadra. Apparsa spenta, rassegnata al sogno tricolore volato via con troppi punti di ritardo. Un Napoli che ha mollato. Brutto a dirsi, probabile a concepirsi. E di sicuro le affermazioni di Conte a pochi minuti dal fischio d'inizio non hanno aiutato la causa. Stavolta, nonostante la sua lusinghiera esperienza, il tecnico leccese è uscito fuori dai binari della saggezza. Così parlando ha scaricato le batterie del gruppo, che è parso già con la testa sotto l'ombrellone. A metà aprile. Sarebbe gravissimo. Fischi del pubblico logico contorno a una serataccia di quelle.

Titolarissimi fuori forma, in due irriconoscibili- La lunga attesa per i rientri di Anguissa e Buongiorno sono stati ricambiati da prestazioni molto sotto tono, da molte giornate. Il centrocampista è fuori forma fisica, si muove pesante, manca di brio, non ha scatto. Forse, avrebbe dovuto lavorare col fisioterapista belga di De Bruyne. Deludente anche il belga, che però al rientro era apparso in bello smalto. Poi c'è il caso Buongiorno. Una gaffe sul primo gol laziale, una continua sensazione di insicurezza. E già da molte gare. L'ex difensore granitico dello scudetto non si è ancora ritrovato. Se per Anguissa c'è un evidente problema fisico, per l'ex granata non si capisce cosa lo stia penalizzando. Spesso appare deconcentrato, disattento, fragile. Leggero. Del tutto la brutta copia di uno degli uomini più decisivi del quarto scudetto.

Per concludere la stagione al meglio, salvare il salvabile ed approdare sereni fra le prime quattro cercasi teste libere, grinta contiana e non metter testa alle prossime vacanze o ai mondiali per quei poche vi parteciperanno. Altrimenti sberleffi e fischi del Maradona di questa volta non saranno gli ultimi.

(Foto fonte NapoliToday).

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Enzo Famiglietti

Nato a Napoli alla fine degli anni sessanta.Inizia la sua carriera giornalistica a metà degli anni novanta presso il quotidiano sportivo di breve durata Campania Sport e poi diventa redattore alla Verità di Napoli-Napoli più, dove si occupa delle pagine dedicate al Napoli ed anche dell'impaginazione delle altre sportive. Ma la sua passione resta il calcio. Negli anni successivi collabora, come redattore, al Corriere del Pallone e negli anni recenti a vari siti web Per sempre Napoli, 87 tv e successivamente ilcuoreazzurro.it