Ma la cronaca del campo, oggi, è quasi un dettaglio a margine. La copertina, gli occhi lucidi e i cori sono tutti per lui: l'uomo che ha riportato lo Scudetto all'ombra del Vesuvio e che stasera dice ufficialmente addio alla maglia azzurra.
La partita: decide un asse da Champions, ma quante scintille
Il Napoli scende in campo con l'obiettivo minimo di strappare quel punto utile a respingere gli assalti del Milan e congelare il secondo posto (un piazzamento che vale ben 15.7 milioni di euro di premi della Lega, oltre alla certezza dei milioni della nuova Champions).
La sblocca al 23' un'azione da stropicciarsi gli occhi: pennellata chirurgica del solito Kevin De Bruyne e inserimento prepotente di Rasmus Højlund, che batte Okoye e fa esplodere il Maradona. L'Udinese non molla, ma capitola definitivamente al 64': brutto fallo di Kabasele su Højlund, richiamo del VAR alla review per l'arbitro Zanotti ed espulsione diretta per condotta violenta. Nel finale c'è spazio anche per i rimpianti, con McTominay che si divora il raddoppio al 72' su un assist al bacio dell'attaccante danese.
Unica vera nota storta di una serata di festa? La sfortuna muscolare che ha tormentato la squadra per tutta la stagione: nel giro di mezz'ora, prima della fine del match, sia Lobotka che Alisson Santos sono dovuti uscire anzitempo per problemi fisici.
Il tabellino di Napoli - Udinese 1-0
• Napoli (3-4-2-1): Meret (79' Contini); Rrahmani, Juan Jesus (45' Olivera), Miguel Gutiérrez; Di Lorenzo, Anguissa, Gilmour (53' Lobotka), Elmas; De Bruyne (81' Alisson Santos), Politano (79' Mazzocchi); Højlund. All. Conte.
• Udinese (3-5-2): Okoye; Kristensen (59' Bertola), Solet, Kabasele; Ehizibue, Atta, Karlström (59' Thauvin), Miller, Zemura (80' Mlačić); Davis (80' Zarraga), Lucca (32' Buksa). All. Runjaic.
• Marcatori: 23' Højlund (N)
• Note: Espulso Kabasele (U) al 64' per gioco violento. Ammoniti: Karlström (U), Buksa (U), Miller (U).
Il commovente addio: il giro di campo e l'eredità del Mister
Al triplice fischio, lo stadio si è trasformato in un catino di emozioni. Antonio Conte ha rinunciato all'ultimo anno di contratto (scadenza 2027), decidendo di chiudere qui il suo ciclo biennale per stanchezza e per la consapevolezza di aver dato tutto, ma Napoli non lo dimenticherà.
Insieme a tutta la squadra, visibilmente commosso e con le lacrime agli occhi, il tecnico salentino ha compiuto un lunghissimo giro di campo sotto le curve, raccogliendo l'ovazione di un popolo che inizialmente lo aveva accolto con scetticismo (visti i trascorsi juventini) e che oggi lo saluta come un eroe. Poi, la classica foto di rito a centrocampo, come all'ultimo giorno di scuola.
Il bilancio del biennio Conte:
• 1 Scudetto storico
• 1 Supercoppa Italiana
• 2 Qualificazioni consecutive in Champions League
Conte lascia una squadra solida, dal carattere d'acciaio e ricostruita dalle fondamenta. Ora la palla passa ad Aurelio De Laurentiis, atteso in conferenza stampa congiunta proprio con l'allenatore per i saluti istituzionali. Il presidente partirà a inizio giugno per gli Stati Uniti, ma i radar di mercato per la panchina del centenario azzurro sono già accesissimi, con il nome di Maurizio Sarri in cima alla lista dei desideri.
Grazie di tutto, Mister. Napoli ti ha voluto bene. Adesso, testa al futuro.
Fonte foto: Sofascore