Guardavo pile di documenti, fotografie, giornali ingialliti dal tempo. Riascoltavo i racconti di mia nonna Aurora e dei miei zii Amadio e Maria Vittoria. Le loro parole risuonavano come echi provenienti da un'altra epoca, mentre l'oblio aveva lentamente coperto ventun anni di storia della nostra città e dello sport che più appassiona i napoletani.
Così ho iniziato a mettere ordine tra fotografie, documenti, lettere, articoli e ricordi custoditi nell'archivio della mia famiglia.
E mi sono reso conto che c'era una storia che non poteva andare perduta.
Non sapevo da dove iniziare. Non avevo idea di come raccontare questa storia.
Come un saggio? Non sono uno storico né un giornalista.
Come un romanzo? Non ho mai pensato di potermi avvicinare ai grandi autori che ho avuto il privilegio di leggere.
Poi ho fatto una scelta.
Ho letto tutto il materiale che avevo. Ho studiato quel periodo storico per contestualizzare gli accadimenti. Ho chiuso gli occhi, ho dato spazio all'immaginazione e sono tornato ai primi del Novecento, in una città diversa da quella di oggi, ma guidata dallo stesso spirito.
A quel punto ho iniziato a vedere e ad ascoltare quei pionieri. E il racconto è diventato semplice. Era come se fossi lì con loro, a raccontare ciò che accadeva.
La passione era la loro, quella dei visionari. Io ho soltanto cercato di trasmetterla.
È la storia di ventuno anni straordinari, dal 1905 al 1926. Gli anni in cui nacque il football a Napoli. Gli anni dei pionieri, del Naples Football Club, dell'Internazionale Napoli, dell'Internaples ed, infine, della nascita del Napoli.
Tra quelle pagine ho riscoperto anche la figura del mio bisnonno Luigi Salsi e di tanti altri uomini che, con passione, sacrificio e visione, contribuirono a scrivere una pagina fondamentale della storia sportiva e cittadina di Napoli.
Per questo ho deciso di raccontarla.
Spero di aver reso giustizia a quel manipolo di visionari che guardò oltre il proprio tempo ed immaginò ciò che ancora non esisteva.
Perché prima del mito, prima delle leggende e prima degli scudetti, ci furono dei pionieri.
E questa, finalmente, è la loro storia."