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Lunedì, 11 Maggio 2026 20:03

Napoli una batosta che fa piangere. Tre gol subìti e tante mancanze. Champions ancora da conquistare

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La bestia nera del Napoli di questa bizzarra stagione ha i colori rossoblù. Ma non deprimietevi perchè non è andata sempre male. 

In Arabia in Supercoppa, nella partita più importante della stagione gli azzurri li hanno dominati. Ma in campionato, sia al Dall'Ara che al Maradona il Bologna di Italiano ha fatto punteggio pieno. Stavolta è stato un emozionante 3 a 2, tirato e non povero di emozioni. Per il gruppo Conte è un brutto stop, anche perchè trattasi della seconda sconfitta casalinga su tre gare, dopo quella con la Lazio. Uno score al quale non si era abituati da queste parti e che non può non fare suonare un campanello d'allarme. Essì, perchè il Napoli sembra aver un po' mollato la presa. Stanchezza o più che altro demotivazioni di fine annata? Pare che si stia già con la crema solare in mano a fare i fusti da spiaggia. E' la testa del Napoli che non ha convinto, e con il gruppo Sarri e con quello di Italiano.

Certo, la Champions è dietro l'angolo, bastano proprio pochi punti e domenica azzurri a Pisa, già retrocesso, con la testolina libera ma neppure a pensare che non si affronti la trasferta toscana con tutt'altra mentalità. Perchè quella contro il Bologna ha convinto solo fra fine prima frazione ed inizio ripresa, il tempo della rimonta di due gol, ma poi la serotonina è calata di nuovo. Tant'è che dopo minuti poco incisivi è arrivata la doccia gelata con un gol da cineteca degli ospiti. Indigesti come mai per il Napoli.  

E dire che sul 2 a 2, sembrava completata la riscossa e si paventava un finale da boato. Statistica: prima della gara col Bologna il Napoli aveva recuperato 13 punti da situazioni di svantaggio. Stavolta è stato flop. 

Servivano più concentrazione ed un pizzico di cazzimma- Mentre Alisson Santos incanta subito la platea con un paio di giocate non finalizzate però, Bernardeschi fa i fatti e con un prode tiro preciso e calibrato porta avanti il Bologna, che si distingue in avvio anche per possesso palla. Traversa di Miranda a Milikovic immobile.  Di replica prima Alisson -che riesce a centrare la porta- poi Mct di zucca sfiorano il pari. Ma il capitan rientrante fa fracassa: pedata di Di Lorenzo su caviglia avversaria e rigore per gli ospiti.  Calcia Orsolini, Milinkovic ci arriva ma non basta per deviarla. Due a zero per il gruppo Italiano, che strazio. Ma. Accorcia nel recupero del primo tempo Di Lorenzo, su palla difesa in area  con agilità da Hojlund.

Inizio ripresa col botto. Hojlund apre spazi, fa salire la manovra e dona palla ad Alisson che su rasoterra pareggia. A quel punto gli azzurri ritrovano orgoglio e una momentanena qualità e producono quel gioco mancato nella prima frazione. Manca però il colpo decisivo. Col passar dei minuti, la manovra perde vibrazione e lucidità. Il Bologna nel secondo tempo affonda poco. Però è letale nel finale.

L'incubo si materializza: Rowe si avvita e con una mezza girata realizza un gol capolavoro che costa il kappao, umiliante, ad un Napoli troppo a corrente alternata. Matematica partecipazione alla Champions ancora da conquistare. Si sapeva che un Bologna a mente serena poteva essere una scivolosa buccia di banana ma si è andati oltre le più pessimistiche. 

Questione di testa?- Grigi a Como, umiliati dalla Lazio in precedenza, di mezzo solo una quaterna ad una caracollante Cremonese, poi una legnata in casa ancora. Il fortino Maradona, come detto in precedenza, trema un po'. Tre partite due sconfitte. E'  parso un Napoli poco convinto, a tratti deconcentrato, privo di rabbia. E' come se quello sforzo finale richiedesse energie mentali che stanno difettando. Eppure Conte è per carriera il grande stimolatore. Il super motivatore. In questa stagione però queste sue qualità si sono esaltate solo in parte. In certe partite, in altre era come se la squadra non lo seguisse. O non fosse gasata a molla. Richiedesi un ultimo stimolo per i punti necessari per restare fra le prime quattro. Forse, qualche giocatore è insicuro del proprio futuro e quindi rende meno. Chissà.

Hojlund, tanti sacrifici ma non troppi gol- A quota 10, il danese a 23 anni ha dalla sua un'annata abbastanza positiva e in chiave futura grandi margini di crescita. Le reti però sono pochine, sinora 10. Ed è a secco da sette gare. Insomma. Non può certo cantare e portare la croce. A fine gara Conte ha detto "Hojlund è l'unico attaccante che abbiamo in rosa".  E il suo pupillo Lukaku dove lo metti. Ora ex, attuale transfuga, il cui caso poteva essere gestito meglio perchè dopo il suo gol decisivo col Verona non ha più trovato spazio e si è imbarcato per il Belgio. Il faccia a faccia fra i due non ha prodotto alcunchè. Si poteva però trovare una parziale soluzione, almeno per queste ultime decisive uscite.

Un Conte un po' scarico- A fine partita non è apparso il solito. Ma solo l'ombra di un allenatore un po' spento, quasi affaticato o rassegnato. Poco comunicativo e con l'umore sotto le scarpe, beh si è abituati ad ascoltare un Conte diverso. Che sia un cattivo segnale per il futuro? Si aspetta l'incontro con De Laurentiis, ma è più che evidente che Antonio non è per nulla soddisfatto di questa stagione. Vedremo cosa gli riserva il futuro. 

(Foto fonte Ottopagine.it)

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Enzo Famiglietti

Nato a Napoli alla fine degli anni sessanta.Inizia la sua carriera giornalistica a metà degli anni novanta presso il quotidiano sportivo di breve durata Campania Sport e poi diventa redattore alla Verità di Napoli-Napoli più, dove si occupa delle pagine dedicate al Napoli ed anche dell'impaginazione delle altre sportive. Ma la sua passione resta il calcio. Negli anni successivi collabora, come redattore, al Corriere del Pallone e negli anni recenti a vari siti web Per sempre Napoli, 87 tv e successivamente ilcuoreazzurro.it