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Quella di domani sera,che potrebbe sembrare una semplice sfida tra due big,invece risulta essere per entrambi i tifosi “la partita delle partite”.
Juventus-Napoli o viceversa è il big-match capace di fermare il tempo .
Nelle famiglie italiane l’uscita del sabato sera,almeno per domani è stata abolita
E tutto ciò per una palla.Ma domani sera allo Juventus Stadium non sarà una semplice “palla” a focalizzare l’attenzione di milioni di persone.
Persone animate da rivalità troppo spesso sfociate in episodi razziali e negativi,vedasi le continue invocazioni al Vesuvio da parte degli juventini e di contro i vari sfottò coniati dalla fantasia dei napoletani.
Juve-Napoli è da sempre una battaglia campale di una guerra culturale che sfiora appena il terreno di gioco, una partita che a suon di slogan, epiteti e sfottò fa risuonare antiche ed irrisolte questioni sociali e politiche, da sud a nord e viceversa, andata e ritorno.
La Giuve come la chiamava il grande Diego Maradona è sempre stata la più forte di tutte.
La squadra per eccellenza,nata da una fusione filo-aristocratica che nel corso degli anni l’ha portata ad essere la squadra dei campioni.Difatti per tutti i calciatori era un sogno giocare in quella squadra bianconera
Negli anni 70-80, Zoff, grande portiere azzurro, venne ceduto proprio ai bianconeri, e, dopo di lui il bomber Josè Altafini lasciò Fuorigrotta per il freddo Piemonte e fu per tutti soprannominato“Core ‘ngrato” .La storia continua con Ferrara prima e Cannavaro poi fino ad arrivare ad oggi con la cessione tanto contestata del Pipita Higuain.Un suo fuggire dalla città che tanto lo aveva osannato rendendosi protagonista di una stagione magnifica,culminata con il titolo di capocannoniere con record di gol(ben 36),cosa mai verificatasi nella storia del calcio italiano.
La gente non gli ha perdonato le sue esultanze sotto la curva e i baci alla maglia per poi vedere il suo campione fuggire via nell’anonimato.
Menomale che negli anni di sua maestà DIEGO ARMANDO MARADONA,la squadra ha fatto gioire la sua città regalandogli trofei e scudetti e schiacciando la supremazia bianconera.
Tante le cause ma una sola la motivazione…la fede calcistica!
Una fede che domani sera dovrà trionfare sulle rivalità del passato,quest’ultime riaccese dall’ultimo sgarbo della poco elegante SIGNORA!
Ed in tema di Halloween ci starebbe proprio bene uno scherzetto alla Juve
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"Il Napoli dei Puffi".
Così l'edizione odierna della Gazzetta dello Sport definisce la squadra azzurra, priva di punte centrali, che ieri sera ha battuto l'Empoli. Una "prova generale" secondo la rosea che dice: "il Napoli dei Puffi può far male alla Juve". La Gazzetta scrive: "Questa banda di piccoletti messa assieme da Sarri promette di esaltarsi negli spazi che la capolista potrà concedere. Ventiquattro conclusioni in 45’ sono un record. E alla fine saranno 35: altro record".
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Falso nove, ma non solo per esigenza. Già, Dries Mertens è diventato l'attaccante del Napoli dopo l'infortunio di Milik, ma in realtà c'è un preciso disegno di Sarri dietro questa idea. Già in estate, quando gli attaccanti mancavano (come adesso), Sarri aveva provato Mertens in quel ruolo. A sottolinearlo è anche l'edizione odierna del Corriere dello Sport: "Idea lambita da Sarri sin dall’estate, il sogno di realizzare qualcosa di strettamente personale andando a lavorare sul talento:c'è stato un momento (e non c’entra l’infortunio di Milik, né la squalifica di Gabbiadini), in cui Mertens è divenuto “il centravanti”, desiderio sfrenato d’un allenatore che ama fare anche da sè, plasmando gli uomini e la squadra secondo un calcio che avverte dentro".