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Squadra compatta e schierata con il proprio tecnico. Questa l'analisi di Tuttosport dopo la vittoria di Verona: "Primo tempo da incorniciare per gli uomini di Maurizio Sarri che, oltre alla grande prova della sua squadra, si porta a casa anche il chiaro messaggio che hanno lanciato nei suoi confronti i tifosi partenopei. Eloquente a tal proposito lo striscione esposto in curva dagli ultrà: "De Laurentiis buffone". Le parole del presidente del club azzurro dopo la sconfitta di Madrid sono state ritenute ingenerose nei confronti dell'allenatore e l'impressione che si è avuta è che anche la squadra si sia stretta attorno al proprio tecnico. La dimostrazione? L'esultanza al gol di Insigne di squadra e panchina, con Sarri con i pugni al cielo in segno di grande gioia".
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Un'altra polemica. Ancora una volta con Aurelio De Laurentiis protagonista, col microfono in mano e l'ugola rovente. E il bersaglio è sempre lo stesso: il suo allenatore, Maurizio Sarri. Secondo La Gazzetta dello Sport l'attacco effettuato nel post-partita di Real Madrid-Napoli ha rotto in maniera decisa il rapporto tra il presidente e l'allenatore:
"La notte di Madrid potrebbe anche essere quella di una rottura decisa nel rapporto tra Aurelio De Laurentiis e Maurizio Sarri. L’attacco frontale del presidente, dopo la sconfitta del Bernabeu, ha avuto un solo riferimento: l’allenatore e le sue scelte. [...] In una sola serata De Laurentiis ha delegittimato Sarri per ben tre volte: facendo entrare Maradona nello spogliatoio poco prima che iniziasse la partita per caricare la squadra; quando ha parlato di Ibrahimovic e del suo desiderio di volerlo sulla panchina del Napoli come allenatore; e, infine, contestandogli le scelte a fine gara. [...] Ed è stato proprio il mancato utilizzo di Rog al Bernabeu, oltre al dirottamento di Pavoletti in tribuna, a far partire l’embolo presidenziale".