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Napoli mezzo e mezzo, rimandato ad ottobre, prevedesi stagione tutta in salita.

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Pareggio degli azzurri a Firenze (1-1). Ancora una volta i cambi danno vivacità a una squadra che ancora non convince.....

Ai tempi della scuola di tanti anni fa, quando si ricominciava in autunno, il rimando in una o più materie era l’incubo di un’estate da trascorrere sui libri. 

La promozione bisognava guadagnarsela sotto le prime piogge stagionali. 

Questa volta la serie A ha stabilito un’insolita sosta di due settimane e si riprende l’11 ottobre. Solo allora si potrà avere, forse magari, un’idea più chiara di questo Napoli che ad oggi è un oggetto sconosciuto, sul quale campeggia il cartello lavori in corsa. Falcidiato dagli infortuni ed inconvincente nel gioco e nell’assetto di tutti i reparti. Orfano di giocatori importanti, ceduti frettolosamente in estate, oltrechè degli indisponibili. 

Sette punti in cinque gare, ci si aspettava di più dai vice-campioni d’Italia, fermati a Firenze da una viola non trascendentale, che dopo il cambio in panchina ha svolto un compitino sufficiente, un paio di acuti e diversi rischi in difesa per il rientrante Vanoli. Per contro, il gruppo Allegri ha opposto un andamento discontinuo nel corso della gara: il vantaggio di Gilmour, l’incapacità di chiuderla, la sofferenza per il ritorno aggressivo della Fiorentina ad inizio ripresa, poi i benefici apportati dai cambi, su tutti Neres e il virgulto Favasuli, ma è mancato l’affondo dei tre punti. 

Ancora una volta in ombra e pericoloso solo in fase difensiva, a vantaggio degli avversari, il discusso Lucca.

Al momento meglio non guardarla la classifica. Langue. Non piange il telefono ma il contapunti. Se solo fosse squillato quello del diesse Manna con una società dall’altro capo del filo che annunciava l’ok per un acquisto di valore degli azzurri. 

Un pareggio così così- Il primo stagionale al Franchi per il Napoli, dopo due vittorie ed altrettanti sconfitte. Napoli che mentre provava a manovrare ha rischiato grosso nei primi minuti. Poi il vantaggio di Gilmour. E nel primo tempo l’illusoria crescita, Napoli che ha alzato il baricentro senza rischiare nulla. 

Ma poi nella ripresa la musica è cambiata e la Viola è tornata in campo con una convinta vivacità e ha pareggiato, al cospetto di un Napoli in bambola e passivo.

Se il cambio di Lang, ancora una volta imbolsito, è apparso condivisibile e saggio, l’esclusione di Hojlund per un Lucca che è ancora un oggetto misterioso, non lo è affatto. 

La replica degli azzurri è stata dapprima sterile e non convincente. Ma poi l’ingresso di Neres e Favasuli ha smosso le acque. Entrambi hanno avuto due golose palle gol, le uniche del secondo tempo. Un’occasione perduta, i tre punti erano alla portata, la Fiorentina barcolla ancora. Ma il Napoli resta incompleto e soprattutto di gran lunga indebolito rispetto ad un anno fa.

Allegri ne aveva chiesto uno solo e neppure glielo hanno dato- Solo pochi giorni fa è emersa l’indiscrezione di un’unica richiesta del tecnico azzurro in fase di mercato. Voleva un attaccante di spessore da affiancare ad Hojlund. Ciò significava che non si fidava certo di Lucca. Non è stato accontentato. E dire che Allegri si è confermato a Napoli un allenatore quantomai aziendalista, non di quelli che ti presentano una lista della spesa da farti trascorrere notti in bianco con gli occhi sbarrati sul soffitto. 

Un solo rinforzo voleva, che purtroppo non è mai arrivato. Peggio per Adl, che quest’anno per andare in Champions dovrà recarsi in pellegrinaggio sul monte degli Dei del calcio a chieder grazia. 

Cambi condivisibili tranne uno- Se Allegri non ha avuto il puntero che invano aveva caldeggiato, solleva più di una perplessità il minutaggio tolto ad Hojlund, sinora autore di due reti, a vantaggio di un etereo Lucca. A Firenze l’avvicendamento è avvenuto con sbalorditivo anticipo, ma l’ex Udinese non si è fatto notare se non per un mezzo pasticcio in fase difensiva. Visto che quest’ultimo non incide più di tanto non sarebbe il caso di mantenere più a lungo in campo il centravanti danese di indubbio valore. Forse, Allegri teme che Hoj possa infortunarsi e non vuole usurarlo. Mentre Favasuli si rivela una piacevole sorpresa e un possibile titolare in rampa di lancio. E Neres quando subentra dà estrema brillantezza al moto offensivo, benchè i suoi muscoli siano di seta. 

Il materiale umano a disposizione di Allegri quest’è. Non esaltante per qualità, diversi giocatori fuori forma o convalescenti e prime donne.

(Buongiorno, Mc Tominay) fermi ai box per lungo tempo. Per questo ed altri motivi all’orizzonte aleggiano scomode nubi temporalesche. 

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