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Arriva la vittoria scacciapensieri, ma dubbi e incertezze sono sempre lì.

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Battuto di misura e con pieno merito il Bologna. Stavolta i cambi premiano Allegri. Con fatica, con il cuore e soprattutto con i cambi. Benedetti questi

Se al Meazza Allegri l’aveva persa con gli aggiustamenti in corso d’opera, 

stavolta sono stati gli innesti della ripresa, Lang ma soprattutto Favasuli 

ad interrompere una febbricitante tripletta di kappao consecutuvi fra 

campionato e Champions. Battuto un Bologna caracollante ed 

incerottato, di misura (1-0), però con ampi meriti. Gli ospiti in una fase 

tutt’altro che di benessere della propria recente storia non hanno mai 

creato grattacapi seri a Milinkovic, laddove gli azzurri potevano vincerla 

con qualche gol in più. 

Tre punti molto pesanti che se non fossero piovuti dall’Olimpo del calcio 

avrebbero aperto un capitolo crisi al quale è meglio non pensare. 

Potrebbe essere la svolta, intanto è un piccolo passo avanti in una annata 

che si preannunciava, e si conferma, complicata. 

L’inizio stagione del gruppo Allegri, sei punti su 12, resta un po’ fiacco, 

sotto tono rispetto alle passate stagioni, ma con un mercato quasi nullo 

ed una rosa indebolita ci sta un cammino irto di ostacoli e con frequenti 

inciampi. Per ora il saggio consiglia di non guardare troppo la classifica, 

piuttosto di concentrarsi nella ricerca di un equilibrio in campo e sul 

recupero dei tanti, troppi, infortunati. Una buona notizia è che la porta 

azzurra è rimasta inviolata, e si è concesso poco al Bologna però squadra 

modesta. Prima di questa sfida, il Napoli aveva i87 tiri verso la propria 

porta, fra campionato ed Europa, una statistica molto preoccupante.

Una vittoria che si doveva centrare a tutti i costi- Le cose si mettono 

subito male per gli azzurri, ma il Var salvatutto. Punizione con palla al centro e Theate trova l’inzuccata giusta però in off side. La difesa era in 

bambola, giusto precisare. 

Il Napoli ci prova, vuole scrollarsi di dosso il momentaccio. Kdb difetta 

nella mira su tocco di Vergara. Poi Politano di testa. Poi poco altro o nulla. 

Napoli poco pungente. Si va al riposo con le teste traboccanti di dubbi e 

paure.  

Entra Lang nei secondi 45’ per Vergara e Favasuli per Politano. I nuovi 

innesti danno un pizzico di vivacità, soprattutto il secondo. Il Napoli 

schiaccia il Bologna nella propria metà campo. Ed allora grande assist di 

Fava per Lobotka che insacca, dimenticato dalla retroguardia rossoblù. 

Azzurri in vantaggio con merito, grazie a una netta crescita nella ripresa.

Lucca per Hoj come da copione. L’ex Udinese si dimostra ancora una volta 

un po’ goffo in un paio di occasioni che poteva sfruttare meglio. Il fischio 

finale è un attimo terapeutico, che apre scenari quantomeno di decenza. 

Favasuli un predestinato?- In prestito dal Catanzaro, il ragazzo promette 

molto bene. E’ l’unico spiraglio di luce in una campagna acquisti-cessioni 

che è stata la peggiore sinora dell’era De Laurentiis. Certo per una 

squadra scudettata due volte negli ultimi tre anni, e con qualche piccola 

ambizione europea, ci vuole ben altro per restare ai vertici, ma sappiamo 

quale è stato il diktat del presidente qualche mese fa: ridurre il monte 

ingaggi e non spender soldini se prima non se ne sono incassati con la 

fase vendita. Dopo i 300 milioni spesi nel biennio contiano la parola 

d’ordine è parsimonia. Questa la ragione per la quale Antonio Conte 

aveva dato il benservito. Tornando al virgulto calabrese, nazionale under 

21, ha tutti i numeri per diventare grande. In tempi di magra, poi basta 

poco per esaltarsi e questa è una diminutio. 

Cambiano i protagonisti ma gli infortuni restano- Fuori Buongiorno, 

Anguissa, Alisson, Marianucci e Meret per problemi di campo, Mct per 

altre ragioni, okkay. Infermeria affollata, nonostante gli allenamenti 

estenuanti del metodo Conte siano un lontano ricordo e il medico sociale 

e sostituito. Ed allora cosa accade a Casltelvolturno? E’ imbarazzante e 

deprimente che pure con Allegri ci si rompa con puntuale facilità e a scadenza regolare. Nulla è cambiato rispetto alla scorsa stagione a far la 

conta degli indisponibili. Qualcosa ancora non va, ed è difficile 

individuarne la causa. L’invecchiamento della rosa (età media degli azzurri 

29 anni, una delle più anziani del campionato, ndr) può essere una 

spiegazione solo parziale, perché a far crac sono anche i giovani. Un 

macigno sul futuro, troppi cattivi pensieri, meglio godersi i primi tre punti 

in casa e per un attimo spegnere l’interruttore.

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